Vi racconto il mio Belgio-Italia 1-2

Le emozioni e il racconto della sfida che porta gli Azzurri a Wembley grazie a Barella e Insigne

E' il giorno di Belgio-Italia, quarti di finale di Euro 2020. La tensione da tifoso, da appassionato, si taglia con il coltello, sei solo in casa per quasi tutta la giornata e ti devi distrarre. Nel pomeriggio vai a fare una spesa che non serve, poi ti dai alla cucina: fetta di carne in padella e insalata, quasi per caso, tricolore con formaggio, lattuga e pomodorini. Nel mentre ti godi un intenso Svizzera-Spagna, con gli elvetici che vanno letteralmente a 11 metri dalla semifinale, dimostrando di essere tutt'altro che una squadraccia che contro l'Italia non poteva che perdere 3-0.

Arriva la cena, la servi un po' di fretta e fra prima portata e seconda ti svili la maglia grigio topo da casa e indossi quella azzurra dell'Italia, una di quelle da allenamento che è più comoda di quelle da gioco, tanto oramai il campo, anzi, campetto lo vedi poco. Pronti, via e si parte, meglio su RAI 1 con Varriale, Antinelli, Marchisio, Di Gennaro e Alberto Rimedio.

LA PARTITA

Quando cominci ti sposti, con il rinfrescatore posizionato in modo strategico. In realtà il clima non lo richiede, ma la cena abbondante e l'ansia si, fa caldo, decisamente. E' una lotta, corpo a corpo, quasi gladiatoria, ma lo sapevamo. Infatti capitan Chiellini è tornato giusto in tempo per fare a sportellate con Lukaku, senza esclusione di colpi, con il fido scudiero Bonucci capace di recuperare tutte o quasi le seconde palle. Più timidi i terzini tutta fascia Di Lorenzo e Spinazzola, forse la tensione la sentono anche loro, essendo in fondo per la prima volta a certi livelli. Dopo una prima fase di studio, con la tensione che sale, tanto che cominci a girare per la stanza, a sparecchiare, con un occhio al ripiano della cucina e non rompere altri piatti e bicchieri, visto che di questi ultimi in casa siete già a corto, e un occhio alla tv.
L'Italia comincia ad andare un po' sotto, Gigio Donnarumma (quello che secondo alcuni è stato salvato dal VAR dopo un'uscita spericolata contro l'Austria) ci salva un paio di volte su De Bruyne, che si è ripreso decisamente benissimo, e Lukaku. Alla fine, però, i primi ad urlare siamo noi, svegliando chi in casa si è addormentato con il libro in mano, alla fine il calcio non unisce proprio tutti, giustamente. 

Calcio piazzato dalla trequarti di destra. Pallone che finisce in rete, urlo, solo dopo si capisce che la deviazione è di Bonucci, che corre alla ricerca del tifo azzurro. Somiglia un po' al gol di Gilardino contro gli USA a Germania 2006, ma più carambolesco. Infatti la carambola ci tradisce, perché prima del centrale numero diciannove ha toccato il suo compagno di reparto Di Lorenzo, che ha messo Bonucci di fatto in fuorigioco.

Si deve ricominciare d'accapo, con grande ansia e nervosismo. Verratti si fa ammonire, qualcuno sbaglia un po' troppo come Spinazzola, ma da anche tanto. All'improvviso si accende Chiesa, che un paio di volte ci prova. Alla fine urliamo di nuovo noi per prima e questa volta nessuno può strozzarcelo. Dopo un batti e ribatti a ridosso dell'area, con i fiamminghi che soffrono il pressing, la sfera arriva a Barella, che si libera quasi da centravanti e batte di potenza Courtois. Italia 1 Belgio 0.

I diavoli rossi sembrano accusare un po' il colpo, arrivano meno nei pressi di Donnarumma, anche grazie a due doppie marcuture ad uomo, vecchio stile: Chiellini-Bonucci su Lukaku e Verratti-Jorginho su De Bruyne. Alla fine poco prima dello scadere gli Azzurri, stasera vestiti di un bianco purissimo, sembrano mettere in ghiaccio la partita.

Insigne riceve sulla trequarti, libero. Il dieci accellera, arriva nella sua mattonella e con il suo famosissimo tiro a giro batte Courtois alla sua sinistra. L'urlo stavolta è pià forte, ci sta. Sei un napoletano oramai trasferito al centro, non al nord, la differenza c'è, il numero 10 della Nazionale è il capitano del Napoli e napoletano, che fai, non urli: "Lorenzo! Lorenzo!" battendoti il petto? La reazione, d'amore istintivo, è d'obbligo. 

Sembra quasi spianata, pur essendoci un secondo tempo tutto da scrivere,ma l'arbitro sloveno Vincic vede un rigore che, oggettivamente, non esiste, per farlo di Di Lorenzo su Doku. Sicuro che il VAR lo toglierà ti senti tranquillo, ma ovviamente l'Italia in una grande competizione non può mai essere tranquilla, quindi il VAR conferma la scelta, Vincic non va neanche a vedere e Lukaku si presenta contro Donnarumma. Il centravanti belga lo spiazza, con un atteggiamento polemico che non gli si addice zittisce il portiere azzurro, viene il dubbio che l'ex Milan gli abbia detto qualcosa di poco gradito.

La ripresa comincia emotivamente per tutti, noi e loro, con il peso di quel rigore fischiato, ma in realtà la sfida sembra molto alla pari. Lotta fisica, velocità, momenti di pausa. Di giocate pericolose se ne vedono poco, forse uno spunto sull'esterno di Doku ben neutralizzato da Donnarumma. Proprio mentre scrivevo questo Di Lorenzo perde un pallone pericoloso a metà campo, Doku, De Bruyne e Lukaku si lanciano all'assalto, il fantasista del City la mette quasi con il contagiri per l'interista, che viene miracolosamente fermato sulla linea da Spinazzola e dal palo. 

L'Italia però si riprende, in una partita in cui in realtà sbagliano tanto tutti. Anzi, più che riprendersi sfiora per due volte il terzo gol, prima con Immobile, che sbaglia il controllo su un pallone fantastico, che poteva metterlo solo contro Courtois. Il centravanti della Lazio stasera sta dando l'anima lottando con il corpo, ma su molto altro lascia a desiderare. Poco dopo sull'asse Insigne-Spinazzola è il numero 4 a divorarsi un gol comunque difficile. 

Il poco simapatico Martinez, CT del Belgio, getta nella mischia Mertens, contro il quale stasera purtroppo si deve andare, e Chadli. I due subito fanno una pericolosissima azione, con gli Azzurri che soffrono tremendamente sulla destra. Onestamente, come nell'occasione di prima, sembra che una forza superiore eviti che Lukaku e compagni possano fare danni. Adesso il Belgio preme davvero, Martinez mette in campo tutti quelli che ha. L'Italia soffre tremendamente e poi si fa male anche Spinazzola, una sorta di Fabio Grosso di questi europei. Con gli infortuni Mancini non è proprio fortunatissimo, soprattutto con gli esterni di difesa. C'è tanta rabbia, anche in noi, ancora di più dopo le lacrime di Spinazzola. Un po' a sorpresa il CT dell'Italia toglie anche un immenso Insigne per Berardi, ma ci sta. Di fatto mancono poco più di dieci minuti, saranno molti di più per il recupero. So già che saranno interminabili, ma di fatto, razionalmente, sono pochi. Nel mentre i belgi dimostrano uno spirito tutt'altro che sportivo ed educato. Scrivere aiuta, ma non riesco a staccare gli occhi dallo schermo, della TV. 

La tensione è pazzesca, noto che le luci sono accese in tutte le stanze della casa. Con la scusa mentale dell'economia mi alzo a spegnerle, in realtà devo fare qualcosa, ma non stacco gli occhi dalla TV. Proprio dopo l'ultimo interruttore Doku prova a fare l'Insigne da fuori, ma fortunatamente la manda alta. Oramai l'Italia di Mancini ha abbandonato l'idea del bel gioco e si arrocca in un classicissimo catenaccio e contropiede, che ci sta, peccato che il contropiede riesca poco. Dopo aver invocato più volte la sua squadra affinché salisse, alla fine anche Mancini cede al difensivismo: dentro Toloi fuori Chiesa. Ogni pallone è una lotta fisica, gli italiani cascano sempre a terra, un il dolore un po' è serio e un po' utile. Finiscono anche i cinque minuti di recupero, ma di più ci sta per le tante interruzioni. Arriva per i belgi un angolo  sei minuti e mezzo di recupero, sale anche Courtois. La palla esce, l'arbitro da rimessa dal fondo. Tutt'Italia, quelli a Monaco e quelli qui, invocano il fischio finale e alla fine sul lancio lungo di Donnarumma il fischio c'è. 

Salto davanti alla TV, da solo in un silenzio irreale dove mi trovo "VAI! VAI!". E' una vittoria grandiosa, un po' all'italian e un po' no. Gli Azzurri volano a Wembley e io mi sono regalato una semifinale a Napoli, a casa.

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