F1, la dura legge di Max

Verstappen batte Hamilton e trionfa a Zandvoot. L’olandese supera il rivale in classifica e promette battaglia.

Max Verstappen vince il gran premio d’Olanda. Osannato dinanzi al suo pubblico, il giovane pilota, candidato alla vittoria del titolo mondiale, regala spettacolo. Il racconto del weekend della Red Bull e Verstappen sarebbe degna di un poema omerico. Veloce già dalle prime prove libere, arcigno in qualifica e magistrale in gara. Nulla da fare per gli avversari, che divorano briciole. La marea orange di Zandvoot, dopo trentasei anni, può finalmente festeggiare il proprio eroe. Quest’oggi l’avversario di sempre, Lewis Hamilton, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo senza riuscire nell'impresa più complessa: battere il rivale. La grinta del campione britannico non è servita a frenare la rabbia del siluro Max, invulnerabile alle pressioni di team e circus. La Formula 1 si prepara a incoronare un nuovo campione. La pista olandese, autentica spada di Damocle puntata sul capo dei piloti, ricorda un pericoloso tagadà. Tracciato degno delle migliori lotte dei circuiti nordamericani delle serie Nascar. Dopo la perdita di credibilità del mondo della F1 causata dalla gara fantasma di Spa Francochamps, il circus era chiamato alla ribalta. Gli occhi degli appassionati, bramanti battaglie per la gloria, sono stati accontentati. Verstappen controlla la gara con un’ottima partenza e rifila, in due tornate, altrettanti secondi al generoso Hamilton. L’inglese non si abbatte e chiede al team una strategia alternativa per ingaggiare un duello contro il pilota del team austriaco.

Max è un fulmine, mentre Hamilton lamenta perdite improvvise di velocità e scarsa aderenza degli pneumatici. Mercedes, allora, prova la trappola del "due contro uno", con l'obiettivo di ingabbiare la punta di diamante Red Bull. Il team guidato da Toto Wolff prova a sfruttare Bottas per frenare lo slancio di Verstappen. Al giro 20, Hamilton monta una nuova mescola, seguito dal leader della gara al giro successivo. La strategia inizia a dare i suoi frutti, fino a quando l’esule finlandese non commette un errore nel corso della trentesima tornata e spalanca la strada alla fuga della Red Bull. Hamilton, disperato, prova a mescolare le carte e opta per un nuovo cambio gomme. La risposta immediata del team di Chris Horner rende vana la scelta. Verstappen, impegnato in un monologo, mette in mostra la superiorità di una vettura maggiormente performante rispetto alle frecce d’argento. Malgrado i giri veloci segnati da Lewis Hamilton, il pilota olandese amministra un vantaggio che, seppure esiguo, gli assicura di tagliare il traguardo in prima posizione. Mercedes, quest’oggi, ha compiuto una serie di errori gravi: dalla strategia delle due soste alla scelta di fermare in anticipo il campione del mondo in carica.

Ferrari ancora in ritardo. Le rosse concludono in quinta e settima posizione. Leclerc, nonostante la grinta, non riesce a insidiare la quarta piazza del redivivo Gasly. Carlos Sainz si lascia sorprendere da un eroico Fernando Alonso, che durante l’ultima tornata, gli soffia la sesta piazza. Malgrado i progressi, la scuderia di Maranello appare lontana dalle migliori prestazioni: l'ultima vittoria risale al Gp di Singapore del 2019, con Sebastian Vettel al comando. Il team leader, Mattia Binotto, ostenta fiducia e confida nella vittoria per la prossima stagione. Promessa audace. Nel prossimo fine settimana, il paddock si sposterà a Monza, per disputare il Gran Premio d’Italia. La marea rossa attende una Ferrari ferita ma indomita. In classifica generale, Verstappen conferma il vantaggio su Lewis Hamilton: 224,5 contro 221,5. Il mondiale è più avvincente che mai, proprio come ai tempi di Prost, Senna e Michael Schumacher. Il vecchio leone contro il giovane rampollo della F1: la sfida si rinnova.

 

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