F1, gara pazza in Ungheria!

La Francia trionfa incontrastata all’Hungaroring. Ocon - Alpine: connubio vincente.

La Formula uno regala emozioni incredibili in una calda domenica di agosto. Il circuito dell’Hungaroring, mosaico storico del circus e impero di Michael Schumacher, offre una contesa dalle mille peripezie. La Francia, nell’incredibile settimana delle olimpiadi di Tokyo, alza l’asticella del motorsport. Esteban Ocon, transalpino di Evreux, vince a bordo di una vettura francese: l’Alpine che, al primo anno di F1, entra nella storia dei costruttori della classe regina su quattro ruote. La Marsigliese risuona fiera nel paddock. Giornata memorabile per un piccolo Davide che batte Golia. Nulla da fare per Verstappen e Hamilton, pretendenti all’iride finale. La pioggia ha confezionato una gara che gli appassionati non assaporavano da tempo. Quest’oggi la scena è conquistata da comprimari per eccellenza. La partenza, con gomme intermedie, ha innescato una carambola di incidenti. Al via, un tamponamento multiplo condiziona l’undicesima prova del mondiale di Formula uno. Il canadese Lance Stroll, su Aston Martin, è protagonista di una partenza sfrenata, che coinvolge la Mercedes di Bottas e la Ferrari di Leclerc. Lando Norris, su Mclaren e Max Verstappen subiscono gravi danni alla vettura e, solo per un caso fortuito, evitano il ritiro. I commissari di pista estraggono la bandiera rossa. Posizioni congelate e ripartenza dalla linea del traguardo.

Le vetture rientrano ai box per montare la mescola gialla, sostituendo le gomme da pioggia: tutti tranne Hamilton. La Mercedes, guidata da Toto Wolff, compie un grave errore di strategia che pagherà al termine della gara. Il britannico riparte solitario dallo start, mentre le altre vetture scattano dai box come da regolamento. Carlos Sainz, ferrarista ringalluzzito dall’uscita del compagno di squadra, compie una rimonta straordinaria. Lo spagnolo ottiene undici posizioni al via. Si tratta della rimonta più vivace dal primo giro del GP di Silverstone del 2014, quando Kobayashi partì 22° e fu 9°. Altri tempi, altre storie. Esteban Ocon, prescelto dalla dea bendata, si porta in prima posizione. Hamilton, furioso, rientra dopo poco per montare gomme morbide. Troppo tardi. L’inglese, al pari del rivale Verstappen, è costretto a ricostruire la gara dalle retrovie. Sembra che un sortilegio abbia colpito Red Bull e Mercedes, incapaci di imporre il passo gara. Le vetture soffrono, specie quando affrontano i saliscendi del famigerato Hungaroring. La rossa di Sainz sfrutta la velocità di punta e si candida per la vittoria, fino a quando il tracciato, malgrado i raggi di sole si affaccino tra le nuvole, inizia a raffreddarsi. Il tempo della Ferrari non è ancora giunto.

Il recupero di Hamilton è stoico, mentre Verstappen comunica ai propri ingegneri le perplessità circa una vettura fortemente sbilanciata in curva, che soffre in uscita. Vettel lancia un agguerrito guanto di sfida al leader della gara. Il quattro volte campione del mondo prova, più volte, a sopravanzare il francese, senza risultato. L’Alpine richiama il proprio alfiere ai box, optando per una mescola dura. La mossa del team di Enstone recherà un definitivo “scacco matto” agli avversari. Esteban Ocon vince il primo gran premio in carriera, staccando di circa due secondi l’Aston Martin di Sebastian Vettel. Il francese non contiene la gioia e si lancia in un doppio giro d’onore. Lewis Hamilton guadagna il gradino più basso del podio superando, nel finale, il ferrarista Sainz. Il mondiale è più aperto che mai. Lewis Hamilton sorpassa, in classifica generale, Max Verstappen, staccandolo di sei lunghezze. L’olandese della Red Bull, in Belgio, dovrà lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Ancora una volta.

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