Dieci Opinioni dopo… una partita da dimenticare!

Analizziamo Spartak Mosca-Napoli con le nostre Dieci Opinioni. La partita, i fattori esterni che potrebbero averla influenzata, i prossimi impegni, Mertens e “Cavani al Napoli Special Edition invernale"… Ecco il nostro punto di vista

Il Napoli a Mosca come Napoleone a Waterloo. Gli azzurri crollano nella fredda neve della Otkrytie Arena. Il 2-1, con la vittoria dei russi con un gol di scarto e il Napoli che insegue il pareggio fino all’ultimo secondo, è un remake di Inter-Napoli. Cerchiamo di mettere in ordine i pensieri e partiamo con le nostre…

DIECI OPINIONI

  1. Un inizio horror. Trenta secondi dal fischio di inizio e Lobotka, con uno sgambetto, fa cadere Promes in area. Un fallo inutile, lontano dalla porta e a pochissimi secondi dall’inizio. Quello dello slovacco è un errore con la “e” maiuscola in una situazione per nulla pericolosa. Già dà lì si era capito che non era serata.
  2. Meret-Koulibaly, che frittata! Se il primo gol è stata una negligenza di Lobotka, il raddoppio russo è stato un errore ancora più grave: il pallone andava deviato da Koulibaly che ha saltato troppo presto; sul mancato anticipo doveva andarci Meret, non era una parata complicata, ma l’ex Spal si è buttato troppo tardi.
  3. Il freddo e la neve di Mosca. La bufera di neve che si è abbattuta sullo stadio dello Spartak può essere considerato un fattore che ha determinato la sconfitta degli azzurri? Nì. Certamente, Napoli come l’Italia non ha mai raggiunto certe temperature. Parliamoci chiaro, nella città all’ombra del Vesuvio non sappiamo nemmeno cos’è il freddo. C’è da dire, però, che il clima della città russa ha relativamente influenzato la prestazione azzurra: basta guardare il secondo tempo.
  4. Non si può giocare solo per 45 minuti. Come già accennato, Spartak-Napoli è stata un remake di Inter-Napoli. Gli azzurri, nonostante le assenze, hanno replicato la prestazione di San Siro. Dopo un primo tempo inguardabile, gli azzurri hanno dominato. Meret spettatore in campo. Eppure, solo un gol è arrivato sull’unica distrazione della difesa biancorossa. Elmas, completamente solo, è stato libero di colpire di testa. La sfortuna è un fattore importante, Selikhov ha parato l’impossibile, ma non ci sono alibi: la partita va giocata 90 minuti.
  5. Le assenze. Non bastano le positività al covid di Demme (negativizzato ieri), Politano e Zanoli, la sfida di Europa League è stata maledetta: fuori per infortuni più o meno gravi Anguissa, Osimhen, Insigne e Ounas. Le loro assenze pesano come un macigno, ma non va bene. Il Napoli è stato sfortunato, è un dato di fatto, ma in una stagione lunga quasi 10 mesi gli intoppi ci sono sempre. I calciatori non sono robot. Assurdo dover contare solo su un massimo di 14 elementi e non avere sostituti adeguati in ogni reparto. Sempre se si vuole aspirare a qualcosa di importante…
  6. Elmas, il migliore in campo. Il cosiddetto “diamante grezzo” è sempre stata un’incognita, la sua qualità viene oscurata dalle poche presenze. Elmas non è ai livelli di Anguissa o Fabián, sulla trequarti non riesce a dare ciò che dà Zielinski, ma nella gara di ieri ci ha messo testa e cuore. Suo il gol che accorcia le distanze, suoi i palloni recuperati a centrocampo. Ottimo anche Di Lorenzo, che supporta il macedone in più occasioni.
  7. Qualificazione a rischio? La vittoria casalinga sul Legia Varsavia e la sconfitta del Leicester a Mosca avevano lanciato gli azzurri al primo posto nel girone e dato ottime speranze di qualificazione. La sconfitta di ieri ha ribaltato tutto: lo Spartak ha riagganciato il Napoli e con gli scontri diretti a favore è ora primo. Stasera il Legia Varsavia sarà ospite del Leicester. Una vittoria degli inglesi significherebbe sorpasso e quasi sicura uscita dalla competizione per gli azzurri. Giovedì 9 dicembre, al Maradona, la resa dei conti: gli azzurri si giocano tutto, anche se non dipende solo da loro.
  8. Incognita Mertens. Osimhen resterà fuori almeno due mesi. Il Napoli non ha altra scelta che contare su Mertens e Petagna. Ciro Dries ha 34 anni e un infortunio alle spalle. La bella prestazione con l’Inter, coronata con l’eurogol, ha dato buone speranze. Poi, però, a Mosca è stato il fantasma di sé stesso. Petagna ha partecipato a qualche azione, ma quasi mai ha tirato in porta. La situazione è complicata. Il Napoli può solo affidarsi completamente al suo marcatore più prolifico di sempre. La speranza è che sia ancora quel campione e non una stella al crepuscolo.
  9. Occhio ai prossimi impegni. La brutta trasferta di Mosca va subito archiviata. Il calendario non è per nulla clemente, sono 4 gli impegni che in poco più di dieci giorni il Napoli dovrà affrontare: domenica c’è la Lazio, poi la trasferta a Sassuolo e l’Atalanta in casa. Infine, lo scontro in casa con il Leicester: o tutto o niente.
  10. Rumours Cavani: ancora?! Quasi come una tradizione arriva sempre quel periodo in cui si parla di un probabile ritorno a Napoli del campione uruguayano. I precedenti erano una prerogativa del mercato estivo, ora con l’infortunio di Osimhen c’è la Special Edition invernale. Edinson Cavani è stato uno dei calciatori più forti che il Napoli abbia mai avuto. I ricordi sono indelebili, con lui è arrivato il primo trofeo dell’era De Laurentiis e si è potuto parlare davvero di scudetto dopo tanti, troppi anni. Il passato, però, resta il passato e illudere ancora i tifosi del Napoli è ingiusto e offende la loro intelligenza.

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