Dieci Opinioni dopo… Napoli-Spartak Mosca

Gli azzurri si leccano le ferite dopo una sconfitta dura da digerire. L’espulsione di Mario Rui pesa come un macigno, ma molti sono gli spunti su cui riflettere. Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato nella seconda giornata di Europa League.

La rubrica “Dieci Opinioni dopo…” ci obbliga ad analizzare una sconfitta complicata da leggere, ma che propone tantissimi spunti. Napoli-Spartak è stata viziata dall’espulsione di Mario Rui, anche se la squadra partenopea deve comunque fare mea culpa. Davvero un peccato questa sconfitta, amarissima e inaspettata, che arriva in un momento in cui il Napoli sembra e si sente imbattibile. Cerchiamo così di riordinare i pensieri e partiamo con le nostre…

DIECI OPINIONI

1) Una sconfitta amara. Il Napoli parte con lo stesso piglio delle ultime gare, dando spettacolo e facendo quello che vuole nell’area avversaria. Il gol arriva addirittura dopo soli 12 secondi! Lo Spartak soffre, all’orizzonte sembra quasi profilarsi una vittoria larga o comunque tranquilla. Poi, come un fulmine a ciel sereno, Mario Rui perde la testa e il suo fallo lo condanna all’espulsione. Da lì, la partita va tutta in salita e gli azzurri perdono la testa.

2) L’espulsione di Mario Rui. Al 30’ il terzino portoghese entra col piede a martello su Moses. L’arbitro lo ammonisce poi, richiamato dal var, va a rivedere l’episodio e rettifica con il cartellino rosso. Una follia quella di Mario Rui in un momento tranquillo. Eppure, l’azzurro era in un periodo di gran forma, in cui aveva trascinato i suoi e stupito i detrattori. Forse era arrivato il momento di riposare e lasciare il posto a Malcuit (o anche Zanoli, reputato un giovane promettente)?

3) Un’occasione sprecata. La sconfitta è amara due volte perché il Napoli poteva battere i russi. Inoltre, con il pareggio in terra inglese, la vittoria significava una mini ipoteca sulla qualificazione o almeno rendere meno tortuoso il cammino europeo. Infatti, in Polonia il Legia Varsavia ha battuto il Leicester. Al momento il girone C fa saltare tutti i pronostici: al primo posto, a punteggio pieno, ci sono i polacchi; al secondo posto, con 3 punti, c’è lo Spartak e al terzo posto il Napoli. Clamoroso vedere il Leicester fanalino di coda.

4) Osimhen-Di Lorenzo. Ormai il numero 9 del Napoli è diventato imprescindibile. Il suo ingresso cambia completamente il volto della squadra azzurra che si rende pericolosa più volte anche in dieci uomini. Il contributo di Di Lorenzo è fondamentale sia in difesa che in attacco. Se la coppia Promes-Moses è quella su cui i biancorossi hanno costruito la loro vittoria, il Napoli non ha mollato mai grazie alla coppia Osimhen-Di Lorenzo. Quando al 90’ arriva il 3-1 di Promes, sono loro due gli ultimi ad arrendersi. Grazie al loro scambio il Napoli accorcia le distanze. Peccato che la rimonta non si sia concretizzata.

5) Spalletti. Il Napoli è apparso troppo nervoso in una partita che sembrava facile. Il tecnico di Certaldo è bravo a leggere una gara che sembra in bilico fino alla fine, ma non riesce a gestire i nervi. Alla fine anche lui cede e litiga con la panchina dello Spartak. Partite così possono sempre arrivare, l’importante è saperle gestire. Forse qui ha peccato Spalletti, che ora deve essere bravo a fare di questa sconfitta solo un “intoppo” e riprendere il cammino.

6) Un arbitraggio troppo fiscale. Spalletti e i suoi hanno sicuramente sbagliato a non riuscire a gestire la tensione. Eppure, anche lo Spartak ha avuto qualche problema. Kruzliak, il direttore di gara, fischia di tutto e ammonisce tutti. Sono stati ben 13 i cartellini gialli e 2 le espulsioni, di cui una per somma di ammonizioni. La direzione è stata troppo fiscale e questo ha generato nervosismo che è sfociato addirittura in risse.

7) Errori da cui si può imparare. La difficoltà del Napoli è scaturita principalmente dall’inferiorità numerica, ma i gol presi forse erano evitabili. Troppo facile per i russi arrivare nell’area azzurra. Il Napoli deve fare mea culpa sulla gestione di una fase difensiva non perfetta, salvato più volte da un Di Lorenzo in splendida forma. Manolas spesso si perde.

8) Meret. Sui gol subiti l’estremo difensore della Nazionale Italiana risulta incolpevole. C’è da dire, però, che nel primo tempo dimostra più volte di non intendersi con la sua difesa. L’errore di Manolas sul passaggio all’indietro che regala l’angolo allo Spartak ne è la prova. Meret dimostra ancora troppa immaturità nel suo ruolo, pagando purtroppo il conto di una staffetta insistita con Ospina nella scorsa stagione.

9) I tifosi del Napoli. Una questione molto spinosa questa che andiamo ad affrontare. In trasferta il contributo dei supporters partenopei risulta fondamentale, è un dato di fatto. Nella partita con lo Spartak sono i russi i protagonisti dello stadio Maradona. Inconcepibile per un pubblico così caldo come quello napoletano. Il nuovo regolamento ha portato molti tifosi a rinunciare ad andare allo stadio, cosa che non accade negli altri stadi d’Italia, soprattutto all’estero. Qualcosa da rivedere forse c’è.

10) La Fiorentina. Voltiamo pagina e archiviamo la brutta sconfitta. Domenica il Napoli sarà impegnato nella sfida delicata con la Fiorentina, partita molto bene in campionato e con una buona dose di talento. C’è bisogno di una prova di orgoglio che riscatti il brutto giovedì degli azzurri e confermi quanto visto finora. Rialzati, Napoli!

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