Coppa America, Argentina e Cile di misura

Brereton e Rodriguez decidono le sfide. Le stelle non stanno a guardare.

La seconda giornata del gruppo A, zona Sud, non riserva particolari sorprese. La notte americana, popolata da mostri sacri del calcio, mette in vetrina il Cile e l’Argentina opposte, rispettivamente, a Bolivia ed Uruguay. Dopo la prima giornata, ogni sconfitta potrebbe risultare fatale. Vietato sbagliare!

La Roja, saggiamente guidata dal C.t. Lasarte, non brilla. L’eroe di giornata, celebrato quale moderno salvatore della patria, è un personaggio inatteso. Ben Brereton, giovane attaccante del Blackburn Rovers, spicca il volo con le furie rosse del Sud America. Nonostante sia inglese, il ragazzo ha scelto di giocare per il Cile, data la nazionalità della madre. All'esordio da titolare, dopo aver ben impressionato nello spezzone di partita giocato contro l'Argentina, Brereton decide il match di Cuiabá contro la Bolivia. Un 1-0 poco entusiasmante per la Roja, che passa dopo dieci minuti con il suo nuovo arrivato e sfiora più volte il raddoppio. Il portiere boliviano Lampe, avvezzo al sacrificio, difende la sua porta come un leone e arresta gli arrembaggi di Vidal e compagni. Nel secondo tempo, il Cile resta negli spogliatoi. La Bolivia, generosa, prova a raggiungere il pareggio. Non basterà. La Roja ipoteca il passaggio del turno, malgrado il gioco sia poco fluido e impacciato. Il centrocampo non equilibra la squadra. Vargas e Menedes sembrano lontani dalla condizione migliore. Minimo sforzo e massimo risultato.

Argentina contro Uruguay, secondo match di giornata, illumina anche le notti europee. Il Clásico del Rio de La Plata, carta d’identità della storia del calcio sudamericano, miscela ingredienti genuini di una battaglia sportiva che contemplano classifica e prestigio. Tra Messi e Suarez, Lautaro Martinez e Cavani, spunta l'uomo che non ti aspetti: Guido Rodriguez. In campo solo per gli acciacchi fisici che tormentano il titolare Paredes, il centrocampista del Betis decide la gara di Brasilia con un preciso colpo di testa su cross di Messi. Non sono passati neanche quindici minuti e sembra finita. L'Argentina controlla fino alla fine nonostante nella ripresa limiti le proprie offensive, consentendo all'Uruguay di spingersi in avanti. La partita vive sul filo della tensione. La Celeste, però, delude i suoi tifosi. La squadra di Tabarez, vecchia conoscenza del calcio italiano, non va oltre un rigore negato per un presunto fallo di Acuña su Cavani e rumina calcio senza riuscire a fornire le giuste munizioni al Matador e a Suarez. La Seleccion, guidata da Leo Messi, interrompe una striscia di tre pareggi di fila e raggiunge il Cile in vetta al gruppo A. Dopo la prestazione abulica proprio contro il Cile, il riscatto argentino è servito. L’Uruguay, fermo a zero punti, promette battaglia. Il dado è tratto.

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