Che rumore fa la felicità?

La partita più complicata e il dolce boato del San Paolo

Aprile 2013, ero in metro direzione Fuorigrotta per una delle partite più delicate della stagione: Mazzarri contro Pulga in 90 minuti che avrebbero potuto decidere il destino di una stagione. Alla lettura delle formazioni rimasi un attimo sorpreso visto che tra i pali c’era Rosati, Gamberini in difesa e in attacco la coppia Cavani – Pandev. 18esimo e doccia fredda (nonostante un clima primaverile): il Napoli crea ma il Cagliari passa in vantaggio con Ibarbo che raccoglie una respinta corta in area azzurra e con un bel tiro, trafigge Rosati. Gli azzurri rischiano anche di subire il secondo goal, ma grazie agli dèi del calcio, Nené non è lucido.

Mugugni nei Distinti e neanche il tempo di un caffè che inizia il secondo tempo. Pronti e via, Napoli acciuffa il pareggio con Hamsik. 1 a 1. Mazzarri sveste la giacca e butta nella mischia Armero; la velocità del colombiano si vede e i sardi soffrono la loro fascia dx. Al 64esimo sussulto azzurro: Cannavaro va a botta sicura, Agazzi respinge ma il Matador è più lesto ad arrivare sul pallone e insacca in rete.

Sospiro di sollievo per i ragazzi di Mazzarri che però, come da copione in quella stagione, subiscono le ripartenze degli ospiti e al 71esimo Sau ristabilisce la parità. Spazientito e spazientiti da un atteggiamento forse troppo poco offensivo, qualche tifoso iniziò a lasciare lo stadio temendo nel solito copione Made in Napoli quando all’improvviso ecco la svolta: Mazzarri toglie Dzemaili e butta nella mischia un giovane Insigne. Il 24 fa subito vedere i suoi numeri e nel recupero, tiro a giro sul palo più lontano che trafigge Agazzi e regala 3 punti agli azzurri.

Che rumore fa la felicità? Quello del boato del San Paolo per il goal vittoria al 90esimo.

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