Calcio: Il campionato “spezzatino” è servito!

La proposta per le partite di campionato è inedita: orari diversi per ogni match.

Dazn, titolare dei diritti calcistici per il triennio 2021-2024, prepara una rivoluzione televisiva del mondo del calcio. L’impresa inglese, dopo aver sbaragliato la concorrenza, ha proposto una ricetta singolare in merito agli orari delle partite della Serie A. L’ultimo passo verso il futuro, incerto per i fruitori del prodotto calcio, è un caloroso “arrivederci” alla contemporaneità dei match. Le dieci partite di campionato si disputeranno in altrettanti orari diversi. La proposta sarà approfondita nel corso del Consiglio di Lega che si terrà lunedì 7 giugno. I club attendono la visione dei bilanci preventivi prima di concedere una risposta definitiva. Il nuovo format prevede quattro appuntamenti del sabato, che prevedono match alle ore 14.30, 16.30, 18.30 e 20.45, ai cinque della domenica, con incontri alle 12.30, 14.30, 16.30, 18.30 e 20.45, fino al posticipo del lunedì alle 20.45. Si gioca a tutte le ore o quasi. Una restaurazione che rappresenta la fine di un’era. L’emittente di riferimento degli anni passati, Sky, dal prossimo campionato diventerà una “succursale” con soltanto tre partite trasmesse in concomitanza. Restano, però, i dubbi. Soprattutto negli utenti.

Dazn, nel corso del campionato appena trascorso, ha presentato numerosi problemi tecnici. Effetto dovuto, talvolta, al sovraccarico dei server: lo streaming non è puntuale come la diretta televisiva. Dal prossimo anno si parlerà di connessioni e, per evitare problematiche ai consumatori del prodotto, il colosso dello streaming vuole correre ai ripari. La Serie A non sarà la prima organizzazione sportiva a sperimentare questa nuova idea di calcio, poiché la Spagna funge da pioniera di tale metodo di trasmissione. La scelta, secondo fonti interne, è stata effettuata a causa del calo della curva dei dati tv. L’emorragia di perdite sarebbe tamponata dall’ottimizzazione del prodotto. I dirigenti di Lega non disdegnerebbero un lauto profitto: ossigeno dopo la pandemia che ha duramente colpito il mondo dello sport. I fronti sono diametralmente contrapposti: i presidenti sono possibilisti e pronti ad ascoltare la proposta, mentre i tifosi si pongono sul piede di guerra. Il calcio, in quanto azienda, non può permettersi blocchi nostalgici. Il futuro sembra segnato.

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