Amarcord: Quando il Napoli iniziò ad essere grande

Riviviamo un precedente di Inter-Napoli in attesa della gara di domenica a San Siro contro i nerazzurri. Nel 2011 il Napoli vinse 0-3 con le reti di Campagnaro, Maggio e Hamsik. Una gara ricca di polemiche, ma che consacrò gli azzurri di Mazzarri

C’era una volta un Napoli il cui divario con le altre squadre, specie con quelle del nord, era enorme. Eppure, quel Napoli metteva testa e cuore in ogni partita e nonostante tutto riusciva a fare cose incredibili. Per esempio, vincere a San Siro contro l’Inter dopo 17 anni.

No, non vi stiamo raccontando una favola della Disney. Era il 1° ottobre 2011, un sabato sera. Nell’anticipo della sesta giornata di Serie A andava in scena alla Scala del calcio Inter-Napoli. Padroni di casa, ovviamente, strafavoriti. Sulle panchine sedevano due tecnici che a modo loro hanno scritto la storia nella massima serie italiana: Ranieri da una parte e Mazzarri dall’altra.

L’Inter era una squadra molto diversa da quella che aveva fatto il triplete pochi mesi prima, ma sempre fortissima. I nerazzurri scesero in campo con un 4-3-2-1 con Maicon, Lucio, Samuel e Chivu a difendere la porta di Julio Cesar. Il centrocampo era composto da capitan Zanetti, Cambiasso e Obi; Alvarez sosteneva le punte Pazzini e Forlan. Mazzarri, invece, preferì il 3-4-2-1 con De Sanctis tra i pali; la difesa composta da Campagnaro, Cannavaro e Aronica; Inler e Gargano a centrocampo sostenuti dagli esterni Maggio e Zuniga; Hamsik e Pandev a sostegno di Lavezzi.

Come da pronostici, è l’Inter a fare la partita seminando il panico nella metà campo azzurra. Facevano paura i tiri di Alvarez (da fuori area), di Forlan (di poco a lato) e Zanetti. Pazzini segnò su una ribattuta di De Sanctis, ma era fuorigioco. Il Napoli cercava timidamente di uscire fuori dalla sua area. Zuniga fece le veci di Cavani, fuori per un infortunio al menisco. Le sue fiammate diedero non poche preoccupazioni a Julio Cesar. Al 40’ ci fu l’episodio che cambiò definitivamente la partita: Maggio, lanciato in area, venne travolto da Obi. Rocchi giudicò l’intervento falloso. Cosa giusta, ma se ci fosse stato il VAR forse sarebbe stato dato solo punizione dal limite. Infatti, il fallo avvenne fuori area ma fu dato rigore agli azzurri ed espulsione a Obi per doppia ammonizione. Julio Cesar ipnotizzò Hamsik parando il rigore, ma sulla ribattuta arrivò Campagnaro, lesto a ribattere in rete: 1-0 al 43’ per il Napoli.

L’Inter aveva giustamente qualcosa da recriminare. Nel secondo tempo, però, i ragazzi di Ranieri non furono capaci di trasformare quella rabbia in gol. Il Napoli, da grande squadra, ne approfittò per raddoppiare. Infatti, all’11’ del secondo tempo Nagatomo si fece raggiungere da Maggio che col pallonetto superò Julio Cesar. Poco dopo gli azzurri si avvicinarono al tris con la bella azione di Zuniga e Hamsik in contropiede. Il colombiano servì lo slovacco sulla fascia che gli restituì il pallone. Tutto perfetto, tranne la conclusione: Zuniga sparò alle stelle. A quindici minuti dal termine ci pensò Hamsik a concludere il discorso per il definitivo 3-0 del Napoli. Una grande festa per gli azzurri che confermò la crisi dell’Inter e creò un grande entusiasmo in città: finalmente si poteva credere di poter vincere qualcosa di importante. E non ci si sbagliava: a fine stagione sarebbe arrivata la vittoria della Coppa Italia, il primo trofeo dell’era De Laurentiis.

Domenica gli azzurri affronteranno di nuovo l’Inter a San Siro, su un campo dove la vittoria non arriva dal 2017. Quest’anno il Napoli è oggettivamente più forte dei ragazzi di Mazzarri, ma da loro deve sicuramente prendere quella cattiveria agonistica che non mancava mai nonostante le lacune tecniche.

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