Vaccini e Green pass, maggioranza in bilico

Settembre si apre con vertici e riunioni tra partiti politici. Draghi non molla la presa.

La situazione politica italiana vive ore incandescenti. Le proteste contro il certificato verde, dopo la temuta guerriglia urbana, non hanno sortito effetti. Minacce e promesse di ritorsioni scuotono la politica, mentre i partiti prendono posizione in Parlamento. Mario Draghi, leader dell’Esecutivo, non molla la presa e stila nuovi provvedimenti in favore del Green pass. Il piano sul tavolo del Governo consiste nell’immediata estensione del passaporto vaccinale anche per recarsi al lavoro. Obiettivo arguto ma non semplice da raggiungere. I settori sui quali pensa di intervenire Palazzo Chigi sono molteplici, ma fonti governative ritengono necessario partire dalla Pubblica amministrazione. Favorevole all'estensione del certificato verde agli statali è il ministro della Salute Roberto Speranza, seguito a ruota da Renato Brunetta. La novità potrebbe essere inserita nel decreto Green pass del 6 agosto in discussione alla Camera. La lente si sposterà, poi, sul settore privato. Le difficoltà di un intervento di simile portata non spaventano Draghi, consapevole della necessità di dare una svolta alla situazione pandemica italiana. In questo caso, l’arco parlamentare segue Draghi, a eccezione della Lega. Tuttavia, per le vaccinazioni in azienda il premier dovrà comunque trovare un accordo con Confindustria e sindacati. Il Green pass obbligatorio, inoltre, potrebbe essere imposto anche ai lavoratori della ristorazione e del settore dei trasporti: In questi ultimi due casi, infatti, scatterebbe l'obbligo del certificato solo per clienti e passeggeri, ma non per i dipendenti.

Il premier ha annunciato importanti provvedimenti durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi: «L’alto numero di vaccinazioni tra i giovani ci permette di affrontare con tranquillità l’apertura delle scuole. La scuola in presenza è sempre stata la priorità di questo governo. Il 91,5% degli insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Ci saranno sicuramente alcuni casi in cui ci saranno le fotografie dei mezzi pieni o delle cose che non vanno ma in generale l’impressione è che la preparazione sia stata ben fatta». In merito alla situazione economica italiana, l’ex presidente della Bce afferma: «L’economia continua a crescere. Basta vedere le cifre che il Mef aveva previsto nei documenti ufficiali a maggio. Il mercato del lavoro va bene, l’occupazione generale non mostra segni di cedimento. Anche lì ci sono situazioni riprovevoli ma generalmente la situazione è positiva. Non credo valga la pena di compiacersi troppo di queste cifre. Vero che sono alte, ma è vero che il nostro prodotto è caduto come mai si era visto negli ultimi decenni. La prima sfida è quella di riuscire a mantenere un tasso di crescita più elevato di quello che si aveva prima dell’epidemia».

Matteo Salvini, intanto, prova a smorzare la tensione, chiedendo «una cabina di regia, con tutti i segretari e i capi-delegazione della maggioranza e il coordinamento del presidente Draghi. L'obiettivo è confrontarsi e trovare soluzioni comuni su riforma del fisco, riforma degli appalti e della burocrazia, riforma delle pensioni, contrasto all'immigrazione clandestina e infiltrazioni terroristiche». La maggioranza di governo resiste ai colpi dell’avanzata leghista. La tensione si è accesa dopo il confronto parlamentare sull’obbligo di Green pass quando l’esponente del Carroccio, Claudio Borghi ha votato contro la mozione presentata dall’Esecutivo. Il politico si è affrettato a spiegare la sua posizione: «Il Green pass è sostanzialmente un obbligo mascherato. Non è un voto contro il Green pass, ma per migliorarlo», precisa. «Poi magari chi pensa che sia una cosa buona e giusta c'è, la Lega è un grande partito. Ma continuo a credere che non sia giusto negare lo sport ai bambini che non sono vaccinati e che non possono fare tre tamponi a settimana». Il voto leghista ha provocato la reazione dei vertici dem, ad iniziare dal segretario Enrico Letta:«Di fatto così la Lega strizza l’occhio ai no vax, è molto grave. La Lega votando in Parlamento gli emendamenti contro il Green pass, di fatto legittima le manifestazioni no vax. È gravissimo», ha detto a margine della festa dell’Unità a Bologna. Il segretario del Partito Democratico ritiene necessario un chiarimento politico.

Le confederazioni sindacali, intanto, chiedono il pieno coinvolgimento nella cabina di regia per la ripartenza. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno scritto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, per chiedere un incontro urgente sui dossier principali che coinvolgono il Paese: Pnrr, salute, sicurezza lavoro e tutela dell'occupazione. Lo fanno sapere i sindacati con una notta. Il Governo, sottolineano, si era impegnato a convocare per i primi giorni di settembre un incontro per affrontare i temi relativi alla sicurezza, all'occupazione. E necessario, scrivono - «un confronto preventivo su altre materie e riforme importanti per il Paese e per il mondo del lavoro». Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo di confrontarsi in particolare su fisco, pensioni, scuola, pubblica amministrazione e sui provvedimenti relativi alla concorrenza e sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive. L’Italia si appresta a vivere un lungo inverno.

  

 

 

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