UE e il problema Varsavia

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Appare evidente che  alla luce delle nuove politiche “reazionarie” adottate da Varsavia che l’Unione Europea potrebbe avere presto il problema di coesistere  con uno Stato membro che adotta principi del tutto difformi da quelli che caratterizzano gli altri Stati dell’unione. Prima o poi il problema Polonia diventerà un problema non più rinviabile o forse lo è già diventato e va affrontato, senza alcun indugio,  soprattutto se in quel paese si continuerà ad adottare provvedimenti di stampo medioevale sconvolgendo e rinnegando il sistema di valori su cui si fonde l’Europa dei diritti civili, del progresso e dell’evoluzione sociale. Il tema è destinato a divenire, quindi,  di immediata attualità soprattutto se si considerano le ultime disposizioni legislative  polacche in tema d’aborto, intrise di un bigottismo reazionario di stampo medievale,  davvero  difficilmente digeribile dal resto dell’Unione.

 

Varsavia:la svolta reazionaria

Gli ultimi provvedimenti,  prossimi all’approvazione da parte del  Parlamento nazionale rappresentano in tema di diritti civili e di libertà civili un vero e proprio colpo di spugna di tutte quelle conquiste che garantiscono il sistema dei valori fondanti  gli Stati democraticamente evoluti. Cancellati in un sol colpo da questi ultimi provvedimenti il diritto alla privacy, all’interruzione della gravidanza,  al  libero orientamento sessuale al divorzio. Un meccanismo frutto di un vero e proprio rigurgito reazionario condurrà, così,  dritto il paese ad ostacolare il divorzio, a rinnegare i diritti della comunità LGBT a criminalizzare le donne per l’interruzione di gravidanza con la previsione di pene, in quest’ultimo caso, che potranno raggiungere i 25 anni di carcere.

 

L’istituto abominevole.

Sembra  appartenere a un epoca diversa,  l’istituto prossimo all’approvazione parlamentare dedicato alla famiglia e alla demografia che nel quadro reazionario inscenato è destinato a divenire il braccio operativo attraverso cui scoraggiare i divorzi, impedire gli aborti e soffocare la libertà di orientamento sessuale. Un sistema repressivo consumato a danno delle più  elementari libertà e che si avvarrà anche del protagonismo di una figura centrale, la cui istituzione parlamentare dovrebbe avvenire entro la metà di questo mese, di un super-procuratore con poteri ad hoc legittimato alla violazione della privacy pur di portare avanti la missione reazionaria. Una figura che ha tutto il sapore di appartenere ad un epoca diversa, all’epoca dei regimi totalitari più cupi,  al quale verrà concesso il potere di accedere liberamente ai dati personali dei cittadini, di sorvegliarli e infine di perseguitarli. La circostanza che questo ruolo di qui a poco verrà assegnato a un cattolico fondamentalista come Wroblewski, già noto per iniziative che hanno reso impossibile anche in casi estremi l’interruzione della gravidanza, al quale verranno assegnati poteri del tutto equiparabili a quelle di un magistrato inquisitor , sicuramente rappresenta il sigillo finale all’intero processo che porterà la Polonia più vicina ad essere uno Stato medioevale che un paese democratico ed evoluto e magari degno di essere parte di un’unione dove talune conquiste ormai da tempo hanno assunto la dignità di valori fondamentali.

 

Il caso Izabela e le rivolte di piazza.

Se il futuro della Polonia si preannuncia a tinte molto fosche, il presente è tutt’altro che tranquillo, sotto il profilo dell’ordine interno a seguito delle manifestazioni che hanno visto un po’ tutte le più importanti piazze del paese diventare teatro delle sacrosante proteste contro il Governo e la Corte Costituzionale. Una protesta trasversale scatenata all’indomani di quella che potrebbe essere la prima vittima del “nuovo” corso d’intransigenza intrapreso dal paese. Ci riferiamo alla morte di una trentenne, Izabela, avvenuta a causa di una legge a dir poco assurda che impedisce l’aborto anche nel caso estremo di un feto malsano. Così, tra dolori atroci e nell’attesa che i dottori attendessero la morte del feto è stata sacrificata sull’altare del cieco  bigottismo una vita umana che in ogni parte del mondo sarebbe stata facilmente salvata . Una storia terribile che allontana di anni luce la Polonia non solo dall’Unione Europea ma dal noveri degli Stati del mondo civile.

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