Sistemi scolastici a confronto, il modello sudcoreano

Il sistema scolastico coreano molto rigido e durante il periodo di formazione gli studenti difficilmente riescono ad avere distrazioni al di fuori dello studio. Lesame di Stato cos importante che durante il suo svolgimento gli aerei non possono sorvolare la citt e tutte le attivit giornaliere normali sono cancellate o ritardate.

La suddivisione in cicli del sistema scolastico coreano è simile a quella italiana, con alcune differenza nella durata. Il periodo di formazione si divide in: Yuchiwon (scuola materna), Chodeunghakgyeo (scuola elementare), Junghakgyeo (scuola media); Godeunghakgyeo (scuola superiore); Daehakgyeo (Università, corrispondente alla nostra laurea triennale) e Daehakwon (il corrispettivo della nostra laurea magistrale o del master). Il sistema scolastico coreano è molto rigido e durante il periodo di formazione gli studenti difficilmente hanno una vita al di fuori dello studio.

Asilo nido (da 0 a 3 anni) e scuola materna non hanno frequenza obbligatoria. La scuola materna o Yuchiwon (???) dura tre anni (dai 4 ai 6 anni di età).  Dalle elementari alle superiori l’anno scolastico va da inizio marzo a metà luglio e da agosto a metà febbraio, con due settimane di vacanze tra ogni semestre. Oltre a queste vacanze hanno 3 giorni per Chuseok (festa del raccolto) e 3 giorni per Seollal (capodanno lunare) più le festività pubbliche.

Con la scuola elementare o Chodeunghakgyeo (????) inizia la scuola dell’obbligo. Le elementari durano sei anni, un anno in più rispetto all’Italia e vanno dai 7 ai 12 anni di età. Un tempo si chiamava Gukminhakgyeo (????), ossia scuola dei cittadini. Questo perché durante la colonizzazione giapponese la scuola elementare era l’unica scuola dell’obbligo, visto che il governo giapponese non aveva interesse ad avere una popolazione istruita. In seguito, il nome è stato cambiato in Chodeunghakgyeo, che vuol dire appunto scuola elementare di base. Nelle scuole elementari la divisa non è prevista e di solito ogni classe ha un solo professore che insegna tutte le materie, tranne lingue straniere ed educazione fisica che hanno insegnanti a parte. A volte i genitori assumono tutor privati per far migliorare i figli in matematica e coreano sin dalle elementari. Nonostante le punizioni corporali siano state abolite ufficialmente dal 2011, alcuni insegnanti continuano a usarle. Molte scuole sono ancora o maschili o femminili, perché i genitori credono che studiare in un ambiente dove ci sono persone dello stesso sesso aiuti la concentrazione. L’81% delle scuole miste proibisce relazioni sentimentali tra studenti della stessa scuola. Le scuole coreane tendono a trascurare l’educazione fisica per concentrarsi sulle lezioni in classe.

La scuola media o Junghakgyeo (???) dura tre anni (dai 13 ai 15 anni), come da noi, ed è il secondo e ultimo ciclo di studi obbligatorio. Le classi non ripartono dalla prima, ma proseguono il conteggio in settima, ottava e nona. A partire dalla scuola media, la quantità di ore di studio si intensifica e gli studenti iniziano a sentire lo stress, causato anche dalla pressione per essere ammessi in una buona scuola superiore che ben prepari all’ammissione in un’Università prestigiosa. A cominciare dalla scuola media i coreani cominciano a studiare “sul serio, spesso infatti i bambini rimangono traumatizzati dal cambio di ritmo nello studio che avviene alle medie. Tra un anno e l’altro non c’è rischio di essere bocciati, anche se uno non brilla in tutte le materie (questo vale anche per le scuole superiori). Quello che conta, però, sono le graduatorie dei voti e le classifiche, che faranno la differenza per l’ammissione nelle migliori scuole superiori.

Si va a scuola cinque giorni alla settimana (dal lunedì al venerdì), seguendo sette lezioni al giorno (della durata di 45 minuti) più una opzionale alla sera. Gli studenti devono arrivare in classe almeno mezzora prima dell’inizio delle lezioni alla mattina. Fino al 2012 dovevano anche andare a scuola un sabato si e uno no per mezza giornata per le attività extra o dei club, ma, nonostante questa regola sia stata tolta, molte scuole continuano ad avere illegalmente la scuola aperta al sabato sotto richiesta dei genitori che vogliono che i loro figli studino di più. Oltre alle lezioni gli studenti frequentano anche club pomeridiani, detti dongari (???). Si tratta di attività sportive o di altro tipo gestite da studenti, da scegliere in base alle proprie passioni. A partire dalle scuole medie si inizia a indossare la divisa scolastica e occorre sottostare anche a rigide regole riguardo i capelli, il trucco e gli accessori. Per garantire equità nella distribuzione degli studenti nelle varie scuole, i coreani non decidono in quale scuola media andare, ma il tutto viene deciso da una lotteria che estrae a sorte i nominativi.

La scuola superiore o Godeunghakgyeo (????) va dai 16 ai 18 anni ed è opzionale, ma ciononostante il 99% degli studenti coreani decide di procedere con gli studi, consapevole del fatto che un’istruzione adeguata è indispensabile per l’inserimento nella società. La scuola superiore dura soltanto tre anni, dai 16 ai 18 anni di età, e si divide in professionale e generale. Quella generale richiede un test di ingresso ed è incentrata sulla preparazione degli studenti al test di ammissione all’Università, mentre quella professionale permette di specializzarsi in un lavoro pratico. Le scuole professionali, sempre della durata di tre anni, al primo anno prevedono materie in comune, negli altri due anni si distinguono a seconda della scelta della specializzazione tra agricoltura, tecnologia/ingegneria, commercio/business ed economia domestica. Questi studenti potranno andare a lavorare subito dopo il diploma. Il governo ha recentemente stabilito che anche gli studenti diplomati da scuole professionali possano accedere all’Università. Negli ultimi anni, infatti, circa il 25% degli studenti, dopo una scuola superiore professionale, ha deciso di proseguire gli studi accademici, pur risultando per essi molto difficile essere ammessi in un’Università tra quelle più prestigiose.

Con l’inizio della scuola superiore comincia letteralmente “l’inferno” per gli studenti coreani. Il numero di ore di studio aumenta esponenzialmente, soprattutto durante l’ultimo anno, per la preparazione all’esame di Stato (suneung) o test di ammissione all’Università, il cosiddetto CSAT (??). Da questo esame dipende il futuro di ogni studente coreano e l’entrata nelle più prestigiose Università, le cosiddette SKY. Il test è tenuto una volta all’anno (di solito a novembre) ed è diviso in cinque parti: coreano, matematica, inglese, fisica e scienze, seconda lingua straniera (cinese o giapponese) e hanja. Questo esame è così importante che durante la giornata gli aerei non possono sorvolare la città, e tutte le attività giornaliere normali sono cancellate o ritardate. Dato che se si arriva anche con leggero ritardo si viene esclusi dall’esame, ci sono casi di studenti scortati dalla Polizia pur di arrivare in orario. Circa il 20% degli studenti decide di ripetere l’esame per ottenere un risultato migliore e poter entrare in un’Università più prestigiosa. Le critiche su quest’esame si sprecano, in quanto è ritenuto responsabile di un alto tasso di suicidi di studenti per mancato superamento o per lo stress connesso alla preparazione. Gli studenti arrivano a studiare fino a 21 ore al giorno concedendosi solo pochissime ore di sonno, tant’è che c’è un detto in Corea secondo il quale: se dormi 3 ore al giorno potrai riuscire ad entrare in una delle SKY, se dormi 4 ore al giorno potrai riuscire ad entrare in un’Università, se dormi 5 ore al giorno, specialmente l’ultimo anno, scordati l’Università. Dopo aver seguito le lezioni, più del 95% degli studenti frequenta uno o più hakwon (??), ossia accademie private dopo scuola o ha tutor privati che impartiscono lezioni supplementari in determinate materie, specie Coreano, Matematica e Inglese. Il tutto sempre volto al superamento del famigerato CSAT. Il ritmo di studio fra scuola, accademie private e studio personale è massacrante. Nonostante ciò, l’altissima competitività e magari anche l’abitudine, li porta a considerare il tutto come una cosa da dover fare e si preferisce studiare con gli amici anziché rilassarsi con vacanze o momenti di svago. Un elemento di preoccupazione degli educatori è rappresentato dal fatto che l’elevata competizione, porta gli studenti coreani a non avere uno spirito di comunità sviluppato. Pur se la scuola superiore non è obbligatoria, il 97% degli studenti coreani si diploma. L’idea di non andare a scuola non è comune, e pure chi non ne ha voglia ci va lo stesso e al massimo, invece di seguire le lezioni, si mette in fondo alla classe a giocare con il cellulare.

L’Università o Daehakgyeo (???), il corrispettivo della nostra laurea triennale, dura solitamente quattro anni ma ci sono anche programmi più lunghi o più brevi a seconda delle specializzazioni. Vi è poi la Daehakwon (???), il percorso che permette di ottenere la nostra laurea magistrale o  master. Sono previsti due semestri di 16 settimane ognuno, quello primaverile che va da inizio marzo a metà giugno e quello autunnale che va da inizio settembre a metà dicembre. In mezzo ci sono le vacanze. L’Università non è obbligatoria, ciononostante circa l’85% degli studenti decide di frequentarne i corsi. A seconda dei risultati ottenuti nell’esame del CSAT si potrà scegliere quale Università frequentare. Andare all’Università è considerato un fattore molto importante in Corea e più l’Università è prestigiosa, meglio si è considerati dalla società coreana. Le tre Università migliori del Paese sono le cosiddette SKY (Seoul National University, Korea University e Yonsei University). Se non si viene ammessi a una di queste tre o a un’altra Università con una buona posizione in classifica, molti studenti, se possono permetterselo, preferiscono studiare all’estero, considerata una soluzione migliore di frequentare un’Università in fondo alla classifica. Paragonata alla vita degli studenti di scuola superiore l’Università è per così dire “una pacchia” e gli studenti possono tirare un po´ il fiato e godersi 4 anni di studio “ma non troppo”. I coreani cominciano a cercare lavoro prima di laurearsi e se non riescono a trovarlo entro quel limite di tempo spesso rimandano la laurea di un altro semestre. Questo perché in Corea, più che l’età a cui ci si laurea, viene considerato da quanto tempo ci si è laureati e quindi “freschi” di studio.

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