Sistemi scolastici a confronto, il modello spagnolo

In Spagna al termine del percorso di studi obbligatorio previsto il biennio del Bachillerato che consente di accedere allUniversit

La scuola pubblica spagnola è gratuita, tuttavia, gli studenti devono farsi carico dell’acquisto del materiale scolastico, dei libri e delle uniformi. La formazione primaria dura dieci anni, un periodo compreso tra i sei e i sedici anni dello studente, momento in cui quest’ultimo diverrà maggiorenne e potrà entrare nel mondo del lavoro. Questi dieci anni sono divisi in scuola primaria obbligatoria (dai sei ai dodici anni) e una scuola secondaria obbligatoria. Tutti i bambini, a prescindere dalla loro nazionalità, possono accedere all’istruzione pubblica. Le attività extracurricolari vengono offerte ad un prezzo molto ridotto .

La scuola secondaria dell’obbligo è composta da quattro anni divisi in due fasi, e dura sino al compimento dei sedici anni. Una volta completati gli studi lo studente otterrà il relativo certificato (Certificado de salida) che gli permetterà di continuare gli studi in una scuola superiore (Bachillerato) oppure in una scuola professionale.

Il Bachilerrato prevede quattro indirizzi diversi (artistico, tecnologico, scientifico della natura e della salute, umanistico e delle scienze sociali) ed è un corso di studi specializzato della durata pari o superiore ai due anni (16-18 anni). Al completamento degli studi, lo studente otterrà un diploma superiore (Certificado de Bachiller) e potrà prepararsi per il test d’ammissione all’università.

Le scuole private hanno un programma di studi identico a quelle pubbliche. La predilezione per l’istruzione privata a volte è motivata dall’impronta religiosa visto che l’istruzione pubblica in Spagna è laica. Il costo medio per un’educazione privata è di 500€ al mese per studente, a seconda della città, del livello di riconoscimento del sistema scolastico all’estero, del prestigio dell’istituto stesso e dal numero di membri della famiglia iscritti allo stesso istituto. Le attività extracurricolari sono molto più varie rispetto al sistema pubblico (tennis, teatro, cucina, nuoto, etc.) e vengono offerte con strutture, attrezzature e strumenti didattici avanzati.

Una differenza significativa con la scuola italiana riguarda le aule di lezione, visto che in Italia si è abituati a stare sei ore consecutive nella stessa stanza ove avviene il cambio di materia grazie al via vai dei professori. Invece in Spagna si è abituati ad andare da un’aula all’altra.

Per quanto riguarda il sistema di valutazione, gli studenti spagnoli, in linea generale, non si fanno abbattere da esiti negativi, perché abituati a ricevere voti che vanno letteralmente dallo zero al 10, e il cinque rappresenta l’inizio della sufficienza.

Un’altra divergenza è nel sistema scolastico in sé, dato che noi siamo abituati a frequentare cinque anni di scuola secondaria di secondo grado, mentre loro solo due anni. Di contro la loro laurea a ciclo breve si basa su quattro anni contro i tre dell’università italiana. Non esiste, inoltre, una differenziazione tra istituti professionali, tecnici e licei come in Italia, ma ogni studente frequenta un unico “bachillerato” per poi scegliere eventuali materie opzionali, stando ai propri interessi oppure al futuro campo di specializzazione in università. Un’altra peculiarità è rappresentata dall’utilizzo di una tessera identificativa per poter entrare ed uscire dalla scuola, sia in orari stabiliti in base alle lezioni sia in base al momento della ricreazione.

L’esame finale il percorso di studi noi lo chiamiamo “maturità”, loro invece “selectividad”, il cui esito può essere determinante nell’immatricolazione alla facoltà futura che si frequenterà all’università.

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