Sistemi scolastici a confronto, il modello sloveno

In Slovenia il curriculum aperto consiste in un piano educativo stabilito in parte a livello nazionale e per il 20% a cura della singola scuola in accordo con i partner sociali.

Il sistema educativo, di istruzione e formazione sloveno parte dalla formazione prescolastica (primo e secondo livello) detta Vrtec, non obbligatoria, offerta dagli istituti prescolastici e include i bambini dell’età compresa tra uno e sei anni.

L’educazione di base successiva (Osnovna šola) della durata di nove anni è divisa in 3 cicli triennali. Le scuole elementari (primo, secondo, terzo grado) costituiscono un percorso di istruzione obbligatorio dai sei a quindici anni. Un decimo anno di formazione è stato ideato per gli allievi che non superano il ciclo o che desiderano migliorare i loro risultati nella valutazione esterna delle conoscenze.

All’istruzione elementare (generale) che è obbligatoria, segue l’istruzione media, che si distingue in istruzione professionale, tecnica e generale.

Le scuole secondarie superiori (Gimnazije), dai quindici ai diciannove anni, durata quattro anni, si conclude con l’esame di maturità. I programmi della Gimnazija sono divisi in due gruppi: generale e ad orientamento professionale e tecniche (Gimnazija tecnico) della durata di quattro anni.

L’istruzione professionale di base NPI” ha la durata di due anni e comprende un esame finale. Coloro che completano il programma hanno la possibilità di accedere al programma di formazione professionale media. L’istruzione professionale di livello medio della durata triennale “SPI” prevede l’obbligo di sostenere un esame finale. Gli obiettivi principali dell’istruzione di questo tipo sono il conseguimento della conoscenza di tipo pratico anche se basato sulla teoria, l’apprendimento delle abilità professionali e la capacità di svolgere il lavoro in maniera autonoma ed efficiente.

L’istruzione professionale media quadriennale SSI” è un percorso che prevede un esame finale di maturità. A fine percorso è possibile iscriversi ai programmi professionali superiori e, con l’aggiunta di alcuni esami di maturità generale, anche a certi tipi di corsi universitari. Questo tipo di formazione professionale amplia le conoscenze e aiuta a consolidare la formazione di tipo generale in tutte le materie di cultura generale, preparando i frequentanti ad accedere a studi di livello superiore.

L’istruzione tecnico professionale PTI” comprende un esame di maturità professionale. A chi frequenta questa tipologia di corso viene offerta la possibilità di conseguire una formazione tecnica di livello medio. Gli alunni che completano il percorso di studi superiori o di formazione tecnico-professionale superiore possono iscriversi, una volta completato l’esame di maturità generale, ad alcuni corsi universitari.

I programmi professionalizzanti della durata di un anno “PT”, pensati per i candidati che hanno frequentato con successo 4 anni di liceo (“gimnazija”) o di istituto professionale, senza aver sostenuto l’esame finale di maturità. Questi percorsi professionalizzanti rappresentano un percorso alternativo per il conseguimento del titolo professionale in un dato settore, per il quale esiste comunque una specifica formazione tecnica o professionale ad un livello medio di formazione.

Coloro che completano la maturità generale oppure la maturità professionale in base a qualsiasi programma d’istruzione media, possono continuare l’istruzione negli enti scolastici di formazione ad un livello superiore. I programmi di studio di livello superiore hanno la durata di 2 anni e sono concepiti come una particolare forma d’istruzione terziaria. Hanno un’impostazione molto pratica dato che il 40% del programma si basa sull’apprendimento sul lavoro (“PUD” prakti?no usposabljanje z delom).

L’istruzione superiore si distingue, infine, in istruzione universitaria di primo grado (dodiplomska), istruzione universitaria di secondo grado (podiplomska), master e dottorato di ricerca.

In Slovenia l’80% del piano educativo dei rispettivi programmi è stabilito sul piano nazionale, mentre il rimanente 20% lo stabilisce la scuola in accordo con gli stakeholders (i partner sociali): a questo proposito si usa la definizione di “curriculum aperto”. Le scuole sono oltre tutto abbastanza autonome per quanto riguarda la scelta dei metodi per il conseguimento degli obiettivi fissati nell’ambito degli specifici programmi educativi.

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