Sistemi scolastici a confronto, il modello olandese

La scuola dei Paesi Bassi incentrata sulla meritocrazia, utilizzandosi il merito come strumento di suddivisione di classi e insegnamenti. Si punta molto sulle lingue straniere: inglese, tedesco e francese. considerato un prezioso privilegio studiare il latino e greco, riservato ai pi meritevoli. Il modello decentralizzato ed alta la percentuale di istituti paritari sussidiati dallo Stato, in genere gestiti dalle Chiese.

Il sistema scolastico olandese è formato da basisschool, pari alla nostra scuola elementare, e middelbareschool, una sorta di fusione tra le nostre scuole medie inferiori e superiori, di durata variabile a seconda del percorso intrapreso. La scuola dell’obbligo riguarda bambini e ragazzi dai 5 ai 16 anni. Fino ai 5 anni, comunque, vi è la possibilità per i bimbi di frequentare le pre-schools, corrispondenti alle nostre scuole materne, ed è una scelta che molti genitori adottano. In ogni caso, è importante notare che l’Olanda è uno dei paesi al mondo con il più alto numero di mamme lavoratrici che riescono ad ottenere dei contratti part-time, in modo da potersi dedicare ai propri figli senza dover rinunciare alla carriera.

L’educazione primaria generale (basisschool) dura fino al compimento dei 12 anni (setto o otto anni, a seconda che si parta dal 4° o 5° anno d’età). Questo tipo di istruzione è gratuito. Gli obiettivi essenziali sono in senso lato le conoscenze, le competenze e la comprensione che tutti gli alunni devono aver ottenuto alla fine dell’educazione primaria.

Al termine dell’educazione primaria generale, ossia all’età di dodici anni, gli alunni passano alla middelbareschool. È possibile essere ammessi a tre differenti classi, sulla base del risultato di un test e dei consigli degli insegnanti della basisschool. L’educazione secondaria prevede programmi professionali e generali o una combinazione di entrambi. Ognuna delle tre classi olandesi, inoltre, è suddivisa in sottoclassi la cui composizione è dettata sempre dalle competenze dei ragazzi. Al termine della middelbareschool, tutti gli studenti dei tre indirizzi sono chiamati a sostenere un esame prestabilito a livello nazionale, un po’ come la nostra maturità. Molta importanza viene data all’apprendimento delle lingue straniere. Questo rappresenta una differenza con il nostro sistema scolastico, che prevede l’apprendimento dell’inglese e di un’altra lingua solo nei tre anni delle scuole medie, per poi limitarsi all’inglese negli istituti superiori (con l’eccezione degli indirizzi turistici o linguistici). Per ciascun indirizzo vi è una diversa modalità di prosecuzione degli studi.

La VMBO (Voorbereidend Middelbaar Beroepsonderwijs), educazione secondaria preprofessionale, di durata quadriennale, si rivolge agli alunni tra i 12 e i 16 anni ed è un corso di base con componenti generale e pre-professionale. Viene frequentata da circa il 60% degli studenti, in essa s’impara un mestiere e lo spazio dedicato alle attività pratiche supera di gran lunga quello trascorso sui libri. Non offre un’educazione finale ma fornisce la base per una successiva formazione professionale, l’Mbo, di durata quadriennale, che è una sorta di tirocinio. Gli studenti della Vmbo imparano l’inglese e il tedesco.

La HAVO (Hoger Algemeen Voortgezet Onderwijs), educazione secondaria generale, dura cinque anni e si rivolge agli alunni di 12-17 anni. Consiste di una prima fase (tre anni) e di una seconda fase (due anni). La Havo fornisce un’educazione generale e prepara a una formazione professionale superiore, la hogeschool, di durata quadriennale, con orientamento prettamente economico-manageriale.  Nella Havo, che dura 5 anni ed è frequentata dal 20% di studenti, si dà molta più importanza alla teoria e si imparano l’inglese, il tedesco e il francese.

La VWO (Voorbereidende Wetenschappelijk Onderwijs), educazione pre-universitaria, si rivolge agli alunni di 12-18 anni e dura sei anni. Consiste di una prima fase (tre anni) e di una seconda fase (tre anni). La Vwo raccoglie il restante 20% e prepara per una carriera prettamente scientifica, considerata in Olanda la massima ambizione a cui aspirare. Come lingue si studiano l’inglese, il tedesco e il francese. Esistono tre tipi di scuola VWO: l’athenaeum (dove il greco ed il latino non vengono insegnati), il gymnasium (dove il greco e il latino sono obbligatori) ed il lyceum (una combinazione di entrambi, dove il greco ed il latino sono facoltativi). È interessante osservare come lo studio del greco e del latino, lingue che in Italia sono considerate oramai “morte” e prive di funzionalità, sia qui invece un vero e proprio privilegio: i soli che ne possono beneficiare, infatti, sono gli alunni della classe di livello più alto della Vwo. La Vwo prepara gli alunni all’università ed il diploma ottenuto consente di accedere agli istituti di insegnamento superiore. Una volta terminato il Vwo si frequenta di norma l’Università, la quale fornisce una preparazione teoretica generale.

L’Università si divide in tre anni di bachelor e uno o due anni di master. Alla hogeschool e all’università i libri di testo e molte lezioni sono in lingua inglese.

Tutta questa divisione tra indirizzi e classi a seconda delle capacità del singolo studente potrebbe sembrare discriminante. In realtà, è un sistema molto flessibile: se un ragazzo ottiene ottimi voti durante l’anno e si mostra motivato a salire di livello, otterrà la possibilità di passare in una classe superiore. La scuola olandese è basata sulla meritocrazia: per chi ha voglia di studiare sono previste spiegazioni veloci e molti argomenti, per i meno volenterosi poca teoria e molta pratica. Non è un elemento di discriminazione non frequentare le classi più alte, anzi la maggior parte degli studenti olandesi sceglie le scuole pratiche. Puntare sulle lingue, considerare alcune materie (latino e greco) un “privilegio” nel senso prezioso del termine e utilizzare il merito come strumento primario di suddivisione di classi e insegnamenti, sono gli elementi fondanti del sistema scolastico dei Paesi Bassi.

Il sistema scolastico olandese è molto decentralizzato e ha una percentuale elevata di scuole paritarie sussidiate dallo Stato, che coniuga eccellenza e equità. Un elemento di criticità è la selezione precoce che avviene a soli 12 anni alla fine della scuola primaria. Infatti a dodici anni si deve già scegliere in quale direzione andare e non è semplice districarsi tra i vari indirizzi che si assomigliano. Altra critica è la debole rendicontazione delle commissioni scolastiche locali, restie a render conto del proprio operato. il sistema scolastico è non solo molto decentralizzato ma anche nettamente ripartito tra scuole statali e private sussidiate dallo Stato, in genere gestite dalle Chiese (la protestante, la cattolica, etc.). Nel 2011 un terzo degli studenti era nelle scuole statali, un terzo frequentava le scuole cattoliche, un quarto le scuole protestanti, il resto in altre scuole private. Le scuole statali sono aperte a tutti, mentre le scuole private possono rifiutare iscrizioni di studenti provenienti da famiglie che non condividono gli indirizzi filosofici della scuola.

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