Se ti vuole, ti cerca, e se non ti cerca : La verit che non gli piaci abbastanza

Manuale damore per gli inguaribili romantici alle prese con un rifiuto

Sin da bambine siamo abituate e istruite dai più grandi ad associare un atteggiamento maschile “aggressivo” a una non esplicitata dichiarazione di interesse. Così, più diventiamo grandi, più cresce con noi la credenza che se un uomo ci tratta male, allora questo è follemente innamorato di noi. Passiamo la vita a cercare di analizzare comportamenti chiari e inequivocabili, tentando di tradurli nella versione che più si addice ai nostri schemi mentali, i quali si ergono su tramandate perle di saggezza: talvolta ci risulta più semplice giustificare un tipo di comportamento associandolo a una verità -che poi in realtà è una grande bugia che diciamo a noi stesse- più consona alle nostre corde, in grado di ferirci di meno. Nel fare ciò siamo spalleggiate da amicizie che predicano lo stesso tipo di comportamento, vittime anche loro di una cultura sbagliata, volta a sorvolare sull’amarezza della razionalità, mentre si arrampica sugli specchi dell’infatuazione. La tacita consapevolezza del reale, cioè di come stanno effettivamente le cose, è presente nella nostra coscienza, ma si decide di darle ascolto esclusivamente quando si fa spazio in noi l’esasperazione di un rapporto che palesemente ha assunto le sembianze di tutto ciò che è  da noi distante, e non ci si addice. Nel frattempo però, quando i sentimenti offuscano il raziocinio, ci ritroviamo a ripeterci che se un uomo non ci chiama, probabilmente ha perso il nostro numero.  Se non ci scrive, forse è perché aspetta che lo facciamo noi. Se si fa vivo ad alternanza, è perché troppo impegnato e preso dal suo lavoro. Se si sente con altre, palesemente ha paura dei sentimenti che si è ritrovato a provare per noi. E infine, nei casi più gravi, se sta per sposarsi, semplicemente vuole farci ingelosire. Ma la verità, l’unica soluzione plausibile, puntuale ed esatta, che dovrebbe definirsi immediatamente dinanzi i nostri occhi, è che semplicemente non gli piacciamo abbastanza. 

La verità è che non gli piaci abbastanza è una commedia romantica di Ken Kwapis del 2009, tratta dall’omonimo romanzo di Greg Behrendt e Liz Tuccillo, il cui cast si differenzia per personalità  di spicco che hanno preso parte alla realizzazione del film: Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Bradley Cooper, Scarlett Johansson, Ginnifer Goodwin e altre eccellenze del panorama cinematografico americano. Tale film riprende una serie di luoghi comuni della società attuale, non impegnandosi a porli in alcuna prospettiva differente dal solito, schiaffandoli così come realmente sono agli occhi dello spettatore. Kwapis segue l’andamento di storie fisionomicamente diverse che tendono a intrecciarsi di continuo per le strade o negli uffici del Baltimore, in Maryland: viene affrontato il rapporto fedifrago, la coppia sposata presa da una classica crisi coniugale, un’inguaribile romantica che ottiene solo fallimenti con gli uomini, l’amore di una vita in realtà non corrisposto e la difficile accettazione del rifiuto, la paura dell’impegno, il dating online e le sue fregature, il paragone continuo ai successi -amorosi e non- degli altri.

Tutte situazioni il cui minimo comune multiplo risulta essere l’amore; in tutte le sue forme e con le sue più disparate conseguenze, nei modi diversi in cui può presentarsi ed essere vissuto. La verità è che non gli piaci abbastanza assume i connotati di una sorta di manuale d’amore, intenzionalmente utile a sciogliere qualsiasi dubbio interpretativo sul comportamento del genere maschile, minando all’ipergiustificazionismo che rallenta l’accettazione della non riuscita relazione e il processo di guarigione. Un film che con comicità, a tratti spicciola, e luoghi comuni visti e rivisitati, vuole servire allo spettatore la più cruda delle verità; e cioè che in amor non vince chi fugge, ma chi ti richiama il giorno dopo.

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