Rincari luce e gas, interviene il governo.

Attesa per il Decreto caro-bollette di cui gi si hanno anticipazioni sulle misure adottate dal governo per ridurre gli effetti della batosta energetica.

Provando a fare qualche considerazione in più in merito al prossimo rincaro delle bollette di luce e gas sembra, innanzitutto,  evidente che non si tratta di un semplice e ordinario rincaro ma di una una vera e propria mazzata. Le percentuali d’incremento giustificano a pieno titolo i toni allarmistici con cui i media trasferiscono quotidianamente la notizia e non potrebbe essere diversamente visto che si parla di un +40% per la luce e di un +31%  per il gas.

Una situazione del genere obbliga, ancora una volta, il Governo Draghi ad intervenire  nel tentativo di mitigare gli effetti “sociali” di rincari così corposi, ponendo in essere, attraverso un nuovo decreto, tutte le misure necessarie sia a contenere le proporzioni dell’incremento nelle bollette e allo stesso tempo mirate a proteggere le categorie economicamente più deboli.

Del nuovo decreto dedicato al caro-bollette, di cui ad ore si attende l’ufficialità, già si conoscono le principali disposizioni e le soluzioni scelte dal governo per fronteggiare quella che è divenuta una vera e propria ultima emergenza nazionale.

Si tratta del secondo decreto, emanato per la stessa finalità, successivo a quello di luglio che aveva stanziato 1,2 miliardi di euro, per mantenere l’incremento delle bolette nella misura del 10% in risposta ai rincari ben più modesti del 9% per la luce e il 13% per il gas.

 

Ma perché aumenta il costo dell’energia?

Prima di analizzare il decreto proviamo a capire perché, in questo particolare momento storico, i prezzi dell’energia sono destinati a crescere.

Il prezzo dell’energia obbedisce  come qualsiasi altro bene economico, alle logiche del sistema di mercato, con fluttuazioni direttamente collegate alla legge della domanda e dell’offerta relative al bene. Quindi quando le condizioni di mercato sono caratterizzate da una domanda forte e da un’offerta debole il prezzo necessariamente aumenta. Questo è in termini molto spiccioli quanto accaduto per il gas naturale, combustibile che copre per il  24% il fabbisogno energetico europeo e per il  39% quello italiano complessivo.

Diversi motivi hanno contribuito a determinare questa sproporzione tra domanda e offerta. Innanzitutto per quanto riguarda la domanda, in seguito a un inverno lunghissimo e a un’estate caldissima è cresciuto considerevolmente il consumo energetico e quindi le quantità dei volumi richiesti sul mercato. A una domanda ai massimi livelli ha fatto, poi,  da contraltare un’offerta più debole rispetto a quella solita, caratterizzata da un calo delle disponibilità per effetto della riduzione delle forniture operate da Russia e Norvegia da cui energeticamente dipendiamo.

Sull’attuale debolezza dell’offerta hanno inciso, poi,  anche i grossi quantitativi acquistati dalla Cina, con notevole anticipo, per sostenere la ripresa economica partita prima rispetto al resto del mondo e sistema degli ETS che hanno appesantito i costi della filiera energetica incrementando il costo delle emissioni di CO2.

 

Il decreto

Per fronteggiare gli effetti del rincaro energetico il governo si è affidato a un mix nutrito di misure di supporto che vanno dall’extra bonus previsto per le famiglie povere al taglio degli oneri di sistema e alle tariffe agevolate per le ferrovie.

I tecnici che si sono occupati del documento hanno stimato in 9 miliardi di euro la cifra necessaria per azzerare integralmente gli effetti del rincaro. Una cifra impossibile da reperire in tempi così ristretti che obbliga, quindi,  ad operare delle scelte mirate che seppur potenzialmente non in grado di azzerrare tutti gli effetti dei rincari potranno renderli quanto meno più  sopportabili non facendo venire meno il supporto alle categorie economicamente più deboli.

I 4 miliardi di euro saranno quindi distribuiti tra la riduzione degli oneri di sistema (l’addizionale che troviamo in bolletta per le fonti rinnovabili) e i bonus sociali,  tra cui l’incremento della detrazione fiscale di cui oggi godono 3 milioni di famiglie con ISEE sotto gli 8265 euro. Nessun abbassamento del tetto ISEE è previsto in quanto andrebbe ad aumentare e non di poco gli aventi diritto con aggravio dei costi.  

L’extra bonus è previsto anche per le famiglie che beneficiano del reddito di cittadinanza e in ogni caso sarà elargito anche alle famiglie con uno o più componenti in condizioni di salute gravi e per i quali sono necessari apparecchiature mediche alimentate a energia elettrica.

Nessun intervento è invece previsto per l’Iva che grava in bolletta. Le simulazioni operate al riguardo dal Ministero del Tesoro hanno infatti  scoraggiato l’adozione di questa misura, sia per l’eccessiva onerosità sia in quanto andrebbe a generare una carenza di gettito che andrebbe poi recuperata o con tagli o peggio ancora con un aumento della tassazione.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top