Rhipto Norvegian Center: epurazione talebana iniziata gi da un anno.

Secondo il documento confidenziale ora in possesso dellONU, le prime esecuzioni talebane sarebbero partite gi lo scorso anno.

L’ingresso a Kabul dei miliziani talebani, realizzata senza particolari difficoltà e senza incontrare praticamente alcun tipo di resistenza,  non è stata una sorpresa per nessuno ma un epilogo noto molto prima che le forze militari statunitensi abbandonassero  il paese. Un epilogo già scritto, testimoniato dal fatto che già a partire dal 13 e 14 agosto, in previsione dei futuri rastrellamenti dei  talebani, tutte le organizzazioni non governative hanno provveduto alla distruzione sistematica di ogni documento che potesse consentire l’identificazione di quanti avevano collaborato con il precedente deposto governo.

In termini pratici si è fatto l’unica cosa possibile per salvaguardare migliaia di vite che sicuramente sarebbero state travolte dalla vendetta dei miliziani islamici. Ma per quanto è dato sapere anche questa misura disperata, alla luce delle ultime notizie provenienti dall’intero paese e non solo dalla capitale, non è servita a mitigare l’atteggiamento del gruppo islamista che escludendo ogni sorta di amnistia sta compiendo quello che tutti temevano: l’eliminazione di tutti i sospettati di collaborazione con il passato regime.

 

Epurazione che parte da lontano.

A confermare quanto era fin troppo agevole prevedere è un documento confidenziale del Rhipto Norvegian center for Global Analyses, ente che fornisce alle Nazioni Unite informazioni di intelligence. Alla stregua di quanto contenuto in questo documento risulterebbe che migliaia di persone sono, in questi giorni,  oggetto delle minaccia dei talebani con arresti e persecuzioni continue, persone a cui non resta altra opzione che arrendersi per salvare la propria vita e quella dei propri familiari.

Nel frattempo compaiono notizie di persone di cui non si conosce la sorte e che con ogni probabilità sono state già giustiziate in quanto ritenute colpevoli per la loro attività di collaborazione con le organizzazioni internazionali . Organizzazioni internazionali le cui sedi vengono sistematicamente saccheggiate alla ricerca di nomi e contatti su cui proseguire l’attività di epurazione.

Assassini e minacce che sono iniziati ben prima del ritiro statunitense, ed è questa la vera sorpresa, infatti dal documento ora in possesso delle Nazioni Unite, risulterebbe che queste attività siano iniziate da circa un anno, cioè fin dall’inizio delle prime negoziazioni con l’amministrazione Trump che poi avrebbero condotto al ritiro occidentale di questi giorni.Fin da quel momento, infatti,  i talebani avevano iniziato ad uccidere attivisti, giornalisti e in genere tutti gli intellettuali impegnati nella trasformazione del paese, originando quel clima di sospetto dove ormai non era possibile più di fidarsi di nessuno e dove tutti rischiavano  la pelle quotidianamente.  Un’attività di cui non si è tenuto alcun conto nel maturare la decisione di ritiro dal paese avvenuta poi con la successiva amministrazione Biden e a cui ha fatto seguito, come previsto, tutto quanto sta succedendo in questi giorni.

 

 

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