Questautunno sballati damore!

A lot like love: chi non disposto a sembrare stupido non merita di essere innamorato.

Se si è alla ricerca di quella leggerezza e spensieratezza che solo una tipica storiella scandita da incontri saltuari può dare, allora il film Sballati d’amore potrebbe, almeno all’apparenza, fare al caso vostro. A lot like love -come da titolo originario- è una commedia diretta  da Nigel Cole, della durata di 107 minuti, che si svolge seguendo differenti archi temporali. 

 

Oliver ed Emily si conoscono 7 anni prima su un aereo diretto a New York: lui da poco diplomato e pieno di sogni, mentre lei appena lasciata da un chitarrista rock e a corto di speranze. Tra i due apparentemente nasce qualcosa o almeno quel poco che basta per ritrovarsi ad avere una scappatella in una toilette di  bordo su un volo partito da Los Angeles. Due linee distinte e distanti che si incrociano in un unico punto, situato ad alta quota, per un breve intervallo di tempo,  e poi si staccano di nuovo, per ritornare al proprio percorso: questo sembra essere il circuito dei due protagonisti, in gara a chi fugge prima. Una gara a cui Oliver, interpretato da Ashton Kutcher, non sembra voler partecipare fino in fondo: una volta scesi dall’aereo infatti, quest’ultimo cerca di conoscere meglio quella che è stata, seppur per un breve periodo di tempo, la sua compagna di viaggio. Emily - il cui ruolo è rivestito da Amanda Peet- però fugge da tale tentativo. 

Eppure i due si rincontrano poco dopo a New York -forse per caso o magari per destino- e spendono una giornata insieme, probabilmente l’ultima, improbabilmente l’unica. 

Dopo ben tre anni infatti i due si risentono a Capodanno, e stavolta è la stessa Emily a digitare il numero e ad alzare per prima la cornetta: in seguito alla rottura col fidanzato di turno, questa volta uno scrittore, decide di non voler passare la vigilia del nuovo anno da sola. I due si rincontrano di nuovo, come la prima volta, per quello che sembra essere un istante rispetto al trascorrere di una vita intera. Ma d’altronde sono sempre gli istanti a cambiare il corso degli eventi. 

 

 

Il film si erge su un crescendo di equivochi e fraintendimenti, di attimi in cui sembra che sia quasi fatta e il lieto fine sia vicino, e attimi, invece, in cui tutte le speranze dello spettatore crollano come castelli di sabbia. 

Un costante  e faticato “ci siamo quasi”, il quale  è sempre l’inizio delle più belle storie d’amore. 

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