Primo round governo-sindacati sulle pensioni.

Di scena nella giornata di oggi il primo incontro tra governo e sindacati sulla riforma del sistema pensionistico. Quota 100 ormai prossima allabolizione ma neanche il ritorno alla Fornero convince.

Fissato  per oggi, 27 luglio,  il primo incontro tra governo e parti sociali per dare inizio alla delicata e complessa discussione sulle riforme delle  pensioni e degli ammortizzatori sociali. Tematiche importanti  sulle quali, storicamente,  è stato sempre difficile trovare, in maniera semplice e spedita,  la composizione delle diverse istanze sostenute dal potere esecutivo  da un lato, e le maggiori sigle sindacali nazionali,  dall’altro. L’incontro previsto per le 15 e 30 di oggi sarà il modo per dare inizio a questa discussione che si preannuncia caldissima,  ma nella  quale tutte le parti in causa sono chiamate ad un atteggiamento responsabile e costruttivo dettato  dalla consapevolezza che sul tema previdenziale sarà impossibile, oggi più che mai,  trovare una soluzione che possa accontentare proprio  tutti.

 

L’importanza dell’incontro di oggi.

L’appuntamento di oggi riveste particolare  importanza in quanto segna anche   il ritorno alla discussione sul sistema previdenziale nazionale,  dopo l’interruzione di qualsiasi trattativa avvenuta per effetto della caduta del precedente governo e l’insediamento del nuovo.

E’  innegabile che ci troviamo in una  fase interlocutoria,  ma è da oggi che  prenderà avvio, con ogni probabilità,  il disegno del futuro sistema pensionistico nazionale cercando una soluzione che allo stesso tempo possa consentire il superamento della Quota 100, destinata a scomparire a breve,  evitando anche  il ripristino tout court della controversa legge Fornero.

Sarà di decisiva importanza stabilire fin da oggi, tuttavia, l’atteggiamento del ministro Orlando e dell’intera compagine governativa in merito alla delicata questione pensioni che dovrà essere finanziata con la prossima legge di bilancio.

E’ arrivato, dunque, il momento di iniziare a scoprire le carte, anche quelle più importanti  dell’attuale Ministro del Lavoro, il DEM,  Orlandi che sul fronte pensioni non si è mai espresso in maniera esplicita rinviando  fin ad oggi la discussione,  non ritenendola una tra le  priorità assolute  dell’attuale esecutivo.

 

Gli argomenti in   discussione

Insieme al nodo pensioni le discussioni spazieranno anche su altri argomenti come: APE sociale, Opzione Donna e Pace contributiva.

In tutti e tre i casi ci troviamo difronte a istituti  recentemente introdotti nelle panorama previdenziale italiano,  che rappresentano dei meccanismi di anticipazione della prestazione previdenziale; con

 Opzione donna, ci si concentra sulla condizione previdenziale femminile, concedendo alle donne l’opzione di un anticipo della prestazione pensionistica determinata nel suo ammontare dalla sola componente contributiva con  laPace contributiva, invece, consentendo  di andare in pensione con 5 anni di anticipo si dovrebbero scongiurare  le vere ingiustizie sociali conseguenti all’eliminazione di fine anno  della quota 100. In altri termini l’ennesimo ritocco alla previdenza non dovrebbe, in questo caso, originare esodati come avvenne ai tempi della Fornero.

Si tratta di 3 misure in scadenza  il prossimo fine anno, che non richiedendo particolari e onerosi sforzi economici,  dovrebbero andare incontro ad una possibile proroga rispetto alle quale non sembra ipotizzabile, almeno nelle previsioni, una particolare contrarietà da parte delle confederazioni sindacali.

 

 

 

 

 

  

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