Prime schermaglie nella corsa a palazzo S.Giacomo.

Fibrillazione tra gli schieramenti politici nella scelta dei candidati da presentare alle prossime elezioni comunali. Esce di scena definitivamente De Magistris senza che abbia mai spiccato davvero il volo.

Scalda i motori la politica napoletana in vista della prossima tornada elettorale che vedrà  i cittadini del capoluogo campano scegliere il  sindaco della città. Terminati i due mandati successivi del sindaco in carica De Magistriss’impone la necessità di scegliere un nome nuovo in grado di rappresentare al meglio la città e di farsi carico di tutte le problematiche, nuove o ancora  irrisolte, nella maniera più efficace e dignitosa possibile.

Per quanto la situazione appare, ad oggi, molto fluida e in addivenire, in linea con quanto succede nelle altre grandi città chiamate alla stessa scelta elettorale,  si prospetta sicuramente  un’estate e un inizio autunno rovente con possibili apparentamenti e imprevedibili rotture, con convergenze e divergenze  impensabili, il tutto nel pieno rispetto del più classico dei cliché della politica.

Come si diceva siamo alle prime battute di questa lunghissima volata elettorale ma fin da adesso appare evidente la difficoltà delle forze politiche in campo di sintetizzare in una candidatura plausibile i loro orientamenti politici. Niente in più e niente di  meno di quello che accade a Roma e Milano dove si è come a Napoli o lontani dall’arrivare a una candidatura che possa raccogliere l’appoggio incondizionato dei rispettivi schieramenti politici in gioco o addirittura si è ancora lontani dal trovare sufficienti elementi di coesione su cui creare solidi schieramenti politici in grado di esprimere poi candidature univoche.

 

Alla ricerca degli equilibri giusti.

In attesa che si arrivi ai nomi dei candidati ufficiali alla poltrona di S.Giacomo le forze politiche sono alla continua ricerca di  equilibri  su cui costruire l’intera campagna elettorale. In quest’ottica si inserisce la notizia degli ultimi giorni relativo all’accordo tra Movimento 5 Stelle e Pd pronti a replicare su base locale quell’apparentamento politico sul quale si è retto, con alterne fortune a livello nazionale, la tormentata  vicenda governativa del Conte-bis. Nell’accordo raggiunto la settimana scorsa a Posillipo viene sancita, alla presenza del ministro De Maio, l’alleanza elettorale destinata a rappresentare l’atto di avvio di un processo che da qui a poco dovrebbe consentire l’approdo a una candidatura comune. Rimane più che lecito supporre che non si tratterà di un percorso in discesa soprattutto alla luce delle frizioni che hanno dominato questa alleanza a livello nazionale e tenendo conto del precedente elettorale, poco premiato dagli elettori, nel contesto delle elezioni amministrative regionali.

 

 

…e la destra…..

Per quanto sul versante dello schieramento opposto si possa far leva su un’alleanza più consolidata  e quindi meglio rodata e con molteplici precedenti anche a livello di elezioni amministrative, la scelta di un candidato che potesse fungere da minimo comune denominatore tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si è rilevata, come in altre città, un’operazione tutt’altro che semplice. Una possibile convergenza potrebbe registrarsi intorno, da ultimo, al nome del sostituto procuratore Catello Maresca  che lo scorso 18 maggio  ha avanzato domanda di aspettativa al Consiglio superiore della Magistratura proprio per prendere parte all’intera contesa elettorale. Il magistrato pur avendo intenzione di partire da una lista civica appare avere tutte le carte in regola per ottenere il pieno sostegno di Salvini e forse ancora di più quello del coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello.

 

De Magistris : un enigma politico.

Dopo due  mandati successivi, l’esperienza amministrativa al vertice della città,  dell’ex magistrato De Magistris è ormai arrivata ai titoli di coda. Una figura, quella del sindaco uscente poco amata dalla politica tradizionale, osteggiata in egual misura sia dalla sinistra che dalla destra. Un amministrazione sulla quale si allungano, ancora oggi, ombre fitte rappresentate dalle tante promesse non mantenute o solo parzialmente concretizzate, nel quadro di un’esperienza che si era preannunciata come momento non solo di rinascita per la città ma anche come momento di rinnovamento e  di radicale rottura rispetto agli schemi della politica tradizionale. Si arriva al momento del definitivo distacco dalla città senza poter vantare grandissimi traguardi raggiunti, nonostante la buona volontà e l’intransigenza, spesso sfociati, però, in comportamenti quanto meno discutibili. De Magistris lascia il Comune di Napoli alle soglie del dissesto finanziario, quindi così come lo avevo ereditato, senza essere riuscito quindi  a invertire la tendenza delle casse comunali che restano costantemente e attualmente  preoccupanti. Sotto il profilo prettamente politico, l’esperienza amministrativa sicuramente non gli è valsa la costruzione di un personaggio politico dai contorni ben definiti,  mentre la squadra dei fedelissimi che lo avevano appoggiato in entrambe le vincenti campagne elettorali si è letteralmente dissolta documentando anche una scarsa propensione a una possibile leadership politica futura.

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