Politica, M5S: Grillo sfida Conte

Alta tensione nel Movimento. I protagonisti della prima ora scelgono la via della riflessione.

Il Movimento cinque stelle vive la fase politica più complessa dalla fondazione. Il padre nobile e ideologo, Beppe Grillo, critica le scelte del leader in pectore Giuseppe Conte. La resa dei conti è appena cominciata. Il partito di maggioranza relativa, in Parlamento, appare polarizzato: da un lato i “duri e puri”, fedeli ai dettami del compianto Gianroberto Casaleggio e, agli antipodi, la corrente che fa capo all’ex Presidente del Consiglio. La scissione sembra vicina e alcuni parlamentari, secondo fonti interne, cercano la sponda di Alessandro Di Battista che, seraficamente, ricorda di essersi schierato già in passato. Conte ha, più volte, chiesto una “leadership piena e non azzoppata da una diarchia”. La frase ha scatenato la rabbia di Beppe Grillo, il quale, in un lungo comunicato ha stroncato le richieste dell’ex inquilino di Palazzo Chigi: “Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco. Vanno affrontate le cause per risolvere l'effetto ossia i problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente). E Conte, mi dispiace, non potrà risolverli perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione". 

Conte, a fronte dell’attacco subito, sceglie la linea del silenzio. Il professore parlerà, ma non a caldo. I contiani, intanto, si riservano ancora qualche ora per ragionare su eventuali contromosse. L’ex primo ministro non ha celato l'amarezza per la decisione di Grillo ''di fare il padre padrone'' del Movimento: proprio quello che lo aveva invitato a non fare, nella conferenza stampa al tempio di Adriano a Roma. Fonti vicine al leader pentastellato parlano di rammarico per i quattro mesi spesi per riscrivere l'ossatura del M5S, che, anche alla luce di quanto avvenuto in queste ore, ''mostra chiaramente di necessitare di passi avanti sul fronte della democrazia interna''. Così avrebbe ragionato Conte con alcuni esponenti del Movimento, a lui più vicini. Grillo ha parlato del partito come una famiglia, di cui probabilmente Conte non farà parte. L’ammonimento del comico genovese ha allertato i gruppi che sostengono il governo Draghi. Cosa accadrebbe in caso di spaccatura in Parlamento? La linea del dialogo sembra possibile. Il segretario del Pd, Enrico Letta, invoca l’unità. Le posizioni restano distanti.

 Beppe Grillo, intanto, annuncia la creazione di una nuova piattaforma online per gestire le consultazioni interne, senza passare da Milano. Con un post di poche righe, il regista del movimento rade tutto al suolo. La motivazione, questa volta, sembra scritta da un legale: “Il voto su qualsiasi altra piattaforma esporrebbe il Movimento a ricorsi in Tribunale per la sua invalidazione, essendo previsto nell’attuale statuto che gli strumenti informatici attraverso i quali l’associazione si propone di organizzare le modalità telematiche di consultazione dei propri iscritti sono quelli di cui alla Piattaforma Rousseau (art. 1), e che la verifica dell’abilitazione al voto dei votanti ed il conteggio dei voti sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della medesima Piattaforma Rousseau (artt. 4 e 6)”. Tradotto: poiché il nuovo statuto di Conte è stato liquidato e cestinato, come il suo autore, torna a valere il precedente, che individua nella piattaforma di Casaleggio l’unica utilizzabile dal M5S. Il fondatore, infatti, spiega di aver già preso accordi con il figlio di Gianroberto, da mesi in rotta con gran parte del mondo parlamentare pentastellato. Successione o diaspora? La leadership del movimento appare fragile ed aperta a numerosi scenari.

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