Politica, la sicurezza sul lavoro in agenda

La morte di Luana D’Orazio scuote Palazzo Chigi. Si studiano misure per garantire la sicurezza sul lavoro.

Il governo guidato da Mario Draghi si interroga sui fatti accaduti nello stabilimento di Prato. La morte di Luana D’Orazio, operaia impiegata nel settore tessile, scava un solco nella maggioranza. La sicurezza sociale richiama all’unità. Obiettivo fondamentale, come espressamente descritto nella Costituzione. Il ministro dem, Andrea Orlando, dopo una riunione nella prefettura della città toscana richiama al senso di responsabilità ed alle tutele all’interno delle fabbriche: “Per la sicurezza sul lavoro, si può agire su più livelli. Il primo è il rafforzamento del coordinamento tra i diversi soggetti che operano, il secondo è lavorare su formazione e prevenzione ed il terzo, non marginale, riguarda gli organici. Lo Stato non può risparmiare sulla sicurezza". Il ministro ha fatto visita alla famiglia dell'operai ventiduenne caduta sul lavoro in. Al termine dell'incontro l’esponente del Partito Democratico non ha rilasciato dichiarazioni. I familiari della giovane Luana hanno spiegato che Orlando ha detto di essere venuto da "semplice cittadino per portare vicinanza ed esprimere condoglianze e che se riuscirà verrà ai funerali fissati per lunedì”. “La visita del ministro è stata una sorpresa - hanno spiegato la mamma di Luana e il cugino Davide - non ce l'aspettavamo. Oggi ci ha telefonato dicendo che forse avrebbe partecipato ai funerali ma non ci aveva detto della visita. Abbiamo sentito vicino lo Stato".

I sindacati sono sul piede di guerra ed intraprendono proteste. Cgil, Cisl e Uil, congiuntamente, hanno proclamato lo sciopero generale dei lavoratori del settore tessile. Moreno Pollastri, ottant’anni arriva in bicicletta e da lì non scende. Segue dal sellino il ritrovo sindacale, che osserva dalla scalinata del Castello dell’Imperatore, sperando che morti sul lavoro, come quella di Luana non ce ne siano più. "Quella povera figliola era apprendista. Io a vent’anni avevo finito di fare l’apprendista, nel ’60. Se lei è morta così vuol dire che siamo fermi ad allora". La Procura di Prato, intanto, ha stabilito una perizia tecnica sul macchinario che ha provocato la morte della giovane lavoratrice ed una conseguente autopsia. L'ipotesi degli investigatori, che lavorano insieme ai tecnici della Asl, è che Luana D'Orazio sia stata stritolata dall'orditoio perché sarebbe stata rimossa la saracinesca protettiva, cioè il meccanismo destinato a prevenire gli infortuni. "Stiamo lavorando per capire se e cosa non abbia funzionato nel macchinario, compresa la fotocellula di sicurezza” spiega il procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi, che attende gli esiti degli accertamenti tecnici e irripetibili sul macchinario che forse non era nella condizioni di sicurezza in cui sarebbe dovuto essere. Il pm titolare dell’inchiesta ha iscritto nel registro degli indagati sia la titolare dell'azienda che l'addetto alla manutenzione del macchinario. L’accusa dei magistrati è severa: omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Fonti di governo rivelano che l’esecutivo è pronto a studiare un decreto che tuteli i lavoratori da incidenti che minano tale diritto fondamentale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie
Com

Commenta

Top