Papa Francesco a Budapest da Orbn

Il Pontefice in visita in Ungheria incontra il premier magiaro. Il viaggio prosegue poi a Bratislava e in Slovacchia

Bergoglio sceglie l’Ungheria per il primo viaggio internazionale dopo l’operazione al colon di luglio e si mostra sorridente e in buona forma per una tre giorni di cerimonie e appuntamenti serrati. La tappa ungherese è cominciata in mattinata ed è durata poche ore, proseguendo, con pranzo in volo, per Bratislava e la Slovacchia.

La ragione della sosta a Budapest è la conclusione del 52° congresso eucaristico internazionale, anche se l’appuntamento più atteso è stato l’incontro con le autorità e in particolare con il primo ministro sovranista Viktor Orbán, un incontro privato nel Museo delle Belle Arti nei pressi di piazza degli Eroi, dove i fedeli hanno affollato lo spazio prospiciente il palco della cerimonia. Il Vaticano ha insistito sulla dimensionespiritualedel viaggio, per evitare che la visita del Pontefice fosse strumentalizzata a fini politici. Dopo il ritiro Usa e la presa di potere dei talebani, infatti, Orbán ha chiarito di voler proteggere l’Ungheria dall’esodo dei migranti. L’incontro è durato una quarantina di minuti e ha visto la partecipazione anche del Presidente della Repubblica magiara János Áder e, per la parte vaticana, il Segretario di Stato Pietro Parolin e il ministro degli Esteri Paul Richard Gallagher. Non vi sono conferme ufficiali che Francesco abbia ribadito in privato ciò che aveva già detto all’Angelus domenica scorsa, un appello all’Europa affinché non alzi altre barriere a quanti cercano una nuova vita, con riferimento non troppo velato agli afghani in cerca di rifugio. Da quanto si apprende, Bergoglio e il presidente ungherese avrebbero parlato del ruolo della Chiesa nel Paese e di difesa della famiglia. Su Facebok, Orbán ha scritto: «Ho chiesto a Papa Francesco di non lasciare che l’Ungheria cristiana perisca». Il portavoce del primo ministro ungherese ha riferito che Orban ha dato in regalo al Papa una copia della lettera che il re ungherese Béla IV nel 1250 aveva scritto a Innocenzo IV, in cui chiedeva l’aiuto dell’Occidente contro i bellicosi tartari che minacciavano l’Ungheria cristiana.

Successivamente il pontefice si è recato con la papa mobile fino a Piazza degli Eroi, dove ha celebrato la Santa Messa. Di fronte al Consiglio ecumenico delle Chiese e alcune Comunità ebraiche dell’Ungheria, Papa Francesco si è riferito all’immagine del Ponte delle Catene, il più antico e celebre tra quelli che attraversano il Danubio a Budapest: «Collega le due parti di questa città: non le fonde insieme, ma le tiene unite. Così devono essere i legami tra di noi. Ogni volta che c’è stata la tentazione di assorbire l’altro non si è costruito, ma si è distrutto; così pure quando si è voluto ghettizzarlo, anziché integrarlo. Quante volte nella storia è accaduto! Dobbiamo vigilare e pregare perché non accada più. E impegnarci a promuovere insieme una educazione alla fraternità, così che i rigurgiti di odio che vogliono distruggerla non prevalgano. Penso alla minaccia dell’antisemitismo, che ancora serpeggia in Europa e altrove. È una miccia che va spenta. Ma il miglior modo per disinnescarla è lavorare in positivo insieme, è promuovere la fraternità».

Il Papa ha ringraziato Alitalia in occasione dell’ultimo volo pontificio con l'ex compagnia di bandiera italiana, prossima allo scioglimento.

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