Operazione Mistero: The Candyman

Uno degli omicidi più agghiaccianti consumatisi durante la notte di Halloween

A ben tutti è noto che la notte di Halloween sia per antonomasia la notte più sinistra dell’anno, macabra e misteriosa, da sempre così prefigurata dall’immaginario collettivo. E’ ovvio e palese come la maggior parte dei settori abbiano col tempo -e quindi con l’avanzare del consumismo- sempre più saputo marciare sul carattere singolare e borderline del 31 ottobre: prima fra tutti l’industria cinematografica, che ha ambientato tante pellicole horror proprio durante tale evenienza folkloristica. Al di là di zucche intagliate e case infestate, di travestimenti bizzarri e giri innocenti di vicinato, di un marketing sempre più sfrenato, sono tanti i delitti che si sono consumati col passare degli anni proprio in questa notte: forse perché più appetibile per i serial killer, o forse semplicemente per caso. E in ogni caso a discapito di malcapitati innocenti, anche bambini. E’ questa la storia del piccolo Timothy O’Bryan, e di come sia stata brutalmente e prematuramente posta fine alla sua vita.  La notte del 31 ottobre 1974, Timothy insieme a sua sorella Elizabeth, a suo padre Ronald e ai suoi vicini di casa, si era recato per fare il classico dolcetto o scherzetto in giro per il quartiere. Una volta tornato a casa aveva svuotato il tanto ambito bottino -cioè il sacchetto contenente le caramelle- deciso ad assaporarne una parte. Suo padre Ronald gli aveva così posto tra le mani prime fra tutte le Pixy Stix, delle lunghe caramelle in polvere agrodolce confezionate in involucri simili alla paglia in modo tale da consentire il consumo diretto della polverina rinvenibile in vari gusti. Dopo il primo assaggio Timothy aveva lamentato un sapore particolarmente amaro del dolciume, e per questo atipico. In seguito, spinto da un sopraggiunto conato, si era recato frettolosamente al bagno per vomitare. Arrivarono poi le convulsioni e solo un’ora dopo il morso fatale, il piccolo Timothy si spense: neanche l’arrivo dei soccorsi aveva potuto cambiare l’esito delle circostanze. Fu subito intuito dagli inquirenti che la colpa fosse da attribuire a quelle caramelle, nelle quali vennero rinvenute ingenti dosi di cianuro, tali da riuscire a stroncare la vita di uomini adulti. Da subito venne dato l’allarme, così che tutti i genitori si impegnassero a sequestrarle ai propri figli. Gli stessi vicini degli O’Bryan avevano ricevuto quelle caramelle manomesse, sicuramente dal medesimo vicino, che a quel punto era da considerarsi un assassino a tutti gli effetti. 

Le indagini iniziarono spedite: Ronald O’Bryan condusse gli agenti, non senza poche difficoltà, verso la casa di colui che riteneva aver distribuito le Pixy Stix. Il proprietario dell’abitazione era Courtney Melvin, che al momento dell’illecito era invece assente. Grazie al suo alibi riuscì pertanto a dimostrare la sua innocenza: Melvin infatti era di turno a lavoro la sera precedente. Lo stesso vicino degli O’Bryan, ricordò che in realtà il gruppetto aveva sostato dinanzi la sua buia abitazione quella data sera, non ricevendo però alcuna risposta. Così tutti insieme, eccetto Ronald che era apparentemente deciso ad aspettare, avevano deciso di spostarsi e bussare alla porta di un’ulteriore abitazione, presupponendo che lì non fosse presente nessuno in casa. Ronald si era poi ricongiunto al gruppo qualche minuto più tardi con in mano le famose Pixy Stix, affermando che gli erano state distribuite dal precedente vicino riluttante ad aprire. 

Inoltre, venne scoperto che solo pochi giorni prima l’O’Bryan, ingentemente indebitato, aveva sottoscritto ulteriori polizze assicurative sulla vita dei suoi figli, conseguendo una cifra tale da ammontare a 60.000 dollari. I tabulati telefonici mostrarono inoltre che il giorno stesso dopo l’assassinio del figlio, Ronald aveva chiamato l’agenzia di assicurazione per informarsi su quanto ottenuto inseguito alla morte del bambino.  Presso la loro abitazione, in seguito a un mandato di perquisizione, furono rinvenute delle forbici con attaccato un residuo della plastica della confezione delle Pixy. Così Ronald O’Bryan, soprannominato allora dall’opinione pubblica The Candyman, fu dichiarato colpevole di omicidio capitale e di quattro tentati omicidi, nonostante abbia sempre sostenuto di essere innocente. Fu infine condannato a pena di morte: nel 1975 venne soppresso con un’iniezione letale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top