Operazione mistero: Il mostro di Udine

Il caso irrisolto dell’uomo che agiva nelle notti di pioggia

 

Il fenomeno legato all’operato di un serial killer che si aggirava indiscreto per le campagne fiorentine ha segnato per molto tempo, in modo pressoché indelebile, la generazione precedente; tale assassino occupa infatti tutt’ora un posto rilevante nella memoria collettiva, e prende il nome di Mostro di Firenze: ovvero quello che è stato un pagina fondamentale della storia fiorentina nonché della cronaca nera italiana. 

In pochi invece sono però a conoscenza di un ulteriore serial killer, a cui vengono attribuiti con certezza 4 degli omicidi commessi a Udine, parallelamente al mostro di Firenze, tra il 1971 e il 1989: anni in cui si verificano diversi assassinii le cui vittime furono principalmente prostitute, che lavoravano nei pressi della stazione di Udine, ritrovate poi distanti, in periferia.

Tale serial killer ha seminato terrore nelle notti tempestose per 18 lunghi anni, durante i quali sono state uccise ben 13 donne. E’ stato pressoché impossibile attribuire ogni omicidio allo stesso artefice, a causa delle modalità di attuazione differenti: solo 4 di questi sono stati svolti in modo analogo e pertanto se n’è ritenuto responsabile la figura tutt’ora ignota che, proprio in virtù di tali accadimenti, è divenuta conosciuta come Mostro di Udine. Tra i dettagli procedurali rinvenuti sui corpi delle vittime vi è un’incisione (inferta da oggetto affilato, probabilmente un bisturi) sul ventre che va dallo sterno al pube, apportata in modo particolare e specifico (ricorderebbe le tecniche di parto cesareo adoperate negli anni ’50)  tanto da far pensare che il colpevole di tali abomini fosse proprio un chirurgo, sebbene mai identificato. 

Il primo indagato è stato proprio un medico, in particolare un ginecologo, che non aveva mai potuto esercitare la professione a causa dei suoi noti problemi mentali, rinvenuto da alcuni agenti della Polizia in una Chiesa (la chiesa di San Bernardo), nei pressi del luogo dell’ultimo delitto, a delirare e invocare perdono per i delitti compiuti dal mostro. I sospetti sono però caduti e attualmente il caso resta ancora irrisolto. 

 

La prima vittima del mostro risale al 1971: la trentacinquenne Aurora Belletti, ritrovata sgozzata nella sua auto dove era solita appartarsi per svolgere la professione, quella appunto di prostituta. Dopo 4 anni, un’altra prostituta, Jenny Tilling venne ritrovata morta all’interno del suo appartamento in città.  Nel 1976, neanche un anno dopo, il killer colpisce ancora (sebbene gli inquirenti non perseguano ancora questa via): la venticinquenne Maria Luisa Bernardo, costretta a fare la vita per aiutare la famiglia in difficoltà. Anche in questo caso sul corpo sono state rinvenute ferite da arma da taglio: questa volta ben 17. Dopo tali vicende passano poi 10 anni, durante i quali il numero di prostitute uccise, senza che sia stato trovato il colpevole, sale a 10: Elsa Moruzzi, Wilma Ghin, Aurelia Januschewitz e tante altre. Si arriva poi al caso di Marina Lepre, il più famoso e seguito dalla Polizia. Marina Lepre non rispondeva al profilo della vittima che il presunto serial killer era solito adescare: la Lepre era infatti una maestra delle scuole elementari, madre di una bimba, Fedra, separata e all’ora convivente con l’attuale compagno. Le ultime ore di cui si hanno notizia di Marina, questa si era recata presso l’ospedale di Udine per una medicazione. Dopodiché fu vista salire a bordo di una Fiat nei pressi della stazione per ritornare a casa: il suo corpo venne ritrovato senza vita il giorno dopo alle sponde del fiume Torre. 

 

Tali vicende non hanno mai goduto di risonanza mediatica; anzi l’accortezza, e la paura, sono state pressoché circoscritte al comune di Udine. Questo evidentemente dovuto al mestiere esercitato dalle vittime, alla loro nazionalità, all’omertà dei clienti che preferivano non mostrare di avere alcun collegamento con la donna assassinata e che pertanto tacevano. Così è stato impossibile risalire all’autore di questi innumerevoli delitti; tantomeno possibile è stato rendere giustizia a delle giovani donne, costrette a una vita losca e difficile, dalla quale sono state strappate amaramente a causa di un mostro, che ha saputo cibarsi del silenzio dei cittadini per fare rumore. 

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