ONU e UNESCO a difesa del libero accesso allinformazione.

Con tutte le cautele del caso informarsi un diritto e va tutelato.

Il 28 settembre è la giornata che le Nazioni Unite hanno dedicato all’importantissimo tema della libertà di accesso all’informazione. L’elemento centrale della giornata prende corpo dal riconoscimento del ruolo fondamentale assunto dall’informazione nelle realtà attuale di ogni singolo essere umano.

Se la rivoluzione digitale ha fornito la possibilità di un’informazione istantanea e immediatamente fruibile, le Nazioni Unite si preoccupano di tutelare, proprio attraverso la solennità della giornata, il libero e incondizionato accesso ad essa.

Il diritto di conoscere ed informarsi, nella società attuale,  è divenuto ormai un diritto fondamentale per la vita di ogni singola persona, un innegabile elemento di crescita per cui la preoccupazione maggiore è quella di garantirne l’effettività del suo esercizio, senza che questo diritto possa soffrire di insopportabili e odiose discriminazioni.

Tutti e proprio tutti, a prescindere dall’età, dalle condizioni socio-economiche o dalle questioni di razza devono, in un mondo equo e giusto, avere la possibilità di accedere liberamente alle migliaia di fonti dell’informazione che il mondo digitale offre incessantemente.

 

La giornata internazionale: UNESCO E ONU direttamente coinvolte.

Sono un po’ queste le motivazioni principali  che hanno indotto le Nazioni Unite, nell’Ottobre del 2019, a proclamare il 28 settembre come Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni. La proclamazione operata dalle Nazioni Unite è servita a dare un rilievo ancora maggiore a tutte quelle istanze sottese alla libertà d’informazione che già trovavano riconoscimento dal 2015 per opera della Conferenza Generale dell’UNESCO, da sempre sensibile alla tematica e alla sua importanza anche sospinta in tal senso   dalla società civile oltre che da enti governativi e non,  di tutti il mondo. Senza dubbio con oltre 200 membri, tra organizzatori e gruppi civili,  l’International day for universal access to information può essere considerata come la più poderosa campagna a sostegno della corretta diffusione delle informazioni. La giornata che ormai si celebra da 4 anni vuole essere un richiamo solenne per tutte le parti direttamente coinvolte,  governative e non, a non abbassare mai la guardia dinanzi alla tutela dell’informazione così come a non rallentare nel processo di creazione di iniziative finalizzate al miglioramento degli standard informativi.

 

I problemi dell’informazione.

Se la dimensione digitale ha conferito al  mondo dell’informazione alcuni indelebili vantaggi che consentono la fruibilità immediata e istantanea da ogni angolo  del mondo delle notizie, dall’altro canto ha aperto l’orizzonte a problematiche nuove e delicate che hanno reso sempre più pressante l’ esigenza di distinguere tra buona e cattiva informazione. La pluralità di fonti informative e l’istantaneità con cui le notizie vengono offerte al pubblico,  in assenza di qualsiasi tipo di controllo, conduce a  rischi incalcolabili soprattutto a danno per intere  categorie di persone meno preparate e perciò più facilmente impressionabili da un’ informazione scadente che spesso e volentieri indugia nel sensazionalismo Perù di guadagnare notorietà. Di 1qui kla necessità di tutela che rimane una delle frontiere sulla quale il richiamo all’impegno costante e continuo non può mai mancare. Basta pensare a quanto accaduto in piena pandemia con il proliferare di notizie false in merito ad aspetti di enorme rilevanza sanitaria che hanno fatto delle fake news una delle più pericolose tematiche ancora centrale nei dibattiti che si tengono intorno all’informazione. Ma il piano della necessità di tutela che l’informazione implica non si esaurisce alle problematiche inerenti alla fake news. Infatti una volta assodata l’importanza che ha l’informazione nel mondo di oggi, non è affatto secondario, l’ulteriore aspetto relativo al porre in essere  le condizioni ottimali  attraverso le quali tutti possono liberamente e paritariamente accedere all’informazione. Sotto questo aspetto sale in cattedra l’ulteriore e delicata questione relativa al rapporto tra persone in età avanzata e informazione digitale. Altro aspetto che implica impegno e attenzione per ben contemperare l’ accesso all’informazione con esigenze di tutela più marcate rispetto ad altre categorie di persone.

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