Omicidio Lawson: il mistero del raccapricciante delitto natalizio

Tra i vari racconti natalizi, in America si tramanda di padre in figlio anche una sorta di leggenda, riguardante linspiegabile massacro della famiglia Lawson avvenuto il lontano 25 dicembre del 1929.

La famiglia Lawson era composta dal capostipite Charlie Lawson e da sua moglie Fannie, con la quale quest’ultimo aveva generato ben sette figli: la primogenita Marie, che al momento della morte aveva 17 anni, Arthur (di 16 anni), Carrie (12), Maybell (7), James (4), Raymond (2) e, infine, Mary Lou, la cui vita venne tragicamente stroncata alla tenerissima età di soli 4 mesi. I Lawson erano una famiglia di braccianti della campagna (precisamente coltivavano il tabacco) che, in seguito a un trasferimento in Carolina del Nord, nella prospera zona di Germanton, riuscirono ad accaparrare la necessaria ricchezza per poter permettersi una fattoria -su Broke Cove Road- tutta propria, nella quale impegnarono ogni loro guadagno. Una famiglia umile, operaia, numerosa, che il Natale del ’29 divenne protagonista di un tragico e spregevole delitto. Gli accadimenti “sinistri” si iniziarono a verificare dal novembre di quello stesso anno, quando il padre, Charlie, decise di portare tutta la propria famigliola in città per delle compere, sicuramente non compatibili con il proprio livello sociale ed economico: richiese infatti che ogni membro acquistasse un abito elegante in vista della festività natalizia. In seguito si fece realizzare un ritratto della sua intera famiglia, con addosso quegli stessi abiti. Queste furono decisioni sicuramente atipiche, se non prerogative esclusive dei ceti più abbienti: ma di certo non lasciavano prevedere il plurime omicidio che di lì a poco si sarebbe consumato proprio all’interno della fattoria. 

Passato qualche giorno, la mattina del 25 dicembre, infatti, Charlie, nascosto nel granaio, sparò ferendo gravemente le figlie Carrie e Maybell, le quali si stavano allontanando dall’abitazione, dirette qualche isolato più avanti per un saluto agli zii. Non avendovi procurato la morte con l’arma da fuoco, il padre infierì ulteriormente sui loro corpi con un bastone, occultandone poi i cadaveri nel fieno. Quest’ultimo si diresse, in seguito, verso il porticato dove si trovava la moglie, sparandole un unico colpo secco alla testa, che bastò ad ucciderla. Entrato in casa, si aspettava poi di trovare la figlia Marie, alzatasi presto quella mattina con l’intento di preparare una torta per i festeggiamenti natalizi. Marie però, intimorita dal rumore degli spari che aveva udito, era corsa a nascondersi nella propria camera da letto, assieme ai suoi fratellini più piccoli, James e Raymond: anche per costoro però non ci fu scampo. Una volta arrivato alla culla, infine, Charlie fracassò violentemente il cranio della neonata Mary Lou. 

 

I corpi furono ritrovati dal fratello Arthur, di ritorno a casa dopo aver svolto determinati affari fuori città, per volere del padre: questi, varcando la soglia di casa, si trovò dinanzi uno scenario spiazzante e sicuramente inaspettato. I corpi dei familiari, che avrebbero dovuto come ogni Natale  essere a tavola a banchettare, erano stesi l’uno vicino all’altro, con le braccia incrociate sul petto e una roccia posta sotto al capo, a mo’ di cuscino. Poco dopo aver avvertito anche i vicini e l’autorità locale, si udì un rumore sordo dal bosco confinante: era il suono dello sparo col quale Charlie decise, a sua volta, di togliersi la vita. Attorno al suo corpo furono rinvenute svariate lettere che altro non servirono se non a infittire ulteriormente il mistero, in quanto in nessuna di esse veniva fornito un movente: non vi era alcun accenno a un motivo che avesse portato l’uomo a compiere tale gesto estremo. 

Da allora nessuno mai è riuscito a comprendere le dinamiche che hanno portato Charles Lawson a trasformarsi in uno spietato omicida: lo stesso Arthur, unico sopravvissuto per volere del padre, ribadì fino alla morte (avvenuta pochi anni dopo per un incidente stradale) di non saper dare spiegazioni. Solo nel 1990, la scrittrice Trudy J. Smith ha pubblicato un libro in cui riporta quanto dichiarato da Stella Lawson Bones, cugina dei Lawson. Quest’ultima infatti afferma di essere venuta a conoscenza della verità grazie a una confidenza di Fannie Lawson fatta a sua madre, a suo tempo: Fannie aveva scoperto, poco prima del plurime omicidio, l’esistenza di una relazione incestuosa tra suo marito Charlie e la loro prima figlia femmina Marie. Marie, dal suo canto, avrebbe a sua volta confessato di essere incinta a un’ amica di infanzia. C’è chi dice che i genitori ne fossero entrambi a conoscenza, chi lo definisce il frutto di uno stupro, chi invece afferma ci fosse proprio una relazione tra i due consanguinei. Dopo quasi cento anni, resta impossibile conoscere la verità: quest’ultima è morta con loro. 

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