Nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche: dimezzata la durata dei contratti telefonici.

Approvato il testo del nuovo codice evitando lo scontro frontale con i gestori telefonici e scegliendo il compromesso dei 24 mesi di durata dei contratti telefonici.

Finalmente approvato  il nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche non senza modifiche rispetto al testo elaborato lo scorso settembre e scegliendo la linea del compromesso sul nodo centrale, particolarmente dibattuto, relativo alla durata dei contratti telefonici. Il testo, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, risolve la questione portando a 24 mesi la durata massima dei contratti telefonici contro i 12 previsti nel testo iniziale ma bocciando al contempo gli attuali 48 mesi presenti sul mercato.

Vengono, quindi, in qualche modo accolte  le istanze dei gestori telefonici decisamente contrari alla durata annuale del vincolo contrattuale così come paventata nel primo testo.

Lo stesso testo, ancora suscettibile di modifiche dell’ultima ora, obbliga  le compagnie telefoniche a proporre accanto ai contratti di 24 mesi almeno un’offerta con scadenza di 12 mesi, demandando all’Antitrust il compito di vigliare affinché le durate contrattuali non siano di ostacolo alla possibilità di cambio  operatore e quindi alla libera concorrenza del settore.

A garanzia del rispetto delle nuove regole del gioco, lo stesso testo amplifica i poteri di controllo e sanzionatori dell’AGCOM, la cui vigilanza dovrebbe garantire il rispetto della nuova normativa da parte dei gestori telefonici evitando le solite violazioni elusive che spesso e volentieri ne hanno caratterizzato la condotta.

 

Addio alle 4 rate per gli smartphone.

Effetto immediato di questa riduzione temporale della  durata contrattuale sarà l’abbassarsi consequenziale del numero di rate in cui è possibile divedere il pagamento degli smartphone abbinati con il servizio telefonico nell’offerta. Non più le 48 comode rate attualmente in essere ma al massimo le 24 o addirittura le 12 che caratterizzano la durata contrattuale prevista. Quindi meno rate ma importi decisamente più alti. Circostanza quest’ultima, così come sottolineato dagli stessi operatori telefonici, che potrebbe l’effetto di bloccare l’adozione  delle nuove tecnologie come il 5G o la banda ultra larga. È evidente che un problema di questo tipo non è da escludere a priori ma che con ogni probabilità viene ritenuto, a livello di tutela legislativa, secondario rispetto alla garanzia della libertà di scelta del consumatore e della libera concorrenza.

 

Una svolta epocale

Senza alcun dubbio il nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche segna un passo importantissimo nelle legislazione nazionale, una sorta di svolta epocale in una materia delicata e in costante evoluzione e  in cui le necessità di tutela si amplificano e si modificano con costante rapidità. La nuova disciplina con la quale il legislatore finalmente colma l’inadeguatezza della disciplina preesistente, addirittura risalente al 2003, pone le basi su cui l’Intera materia potrà nel prossimo futuro svilupparsi. La delicatezza della materia e la necessità di tutela degli utenti restano elementi centrali di questa nuova  disciplina nel quadro di un impegno volto comunque a garantire il pieno sviluppo del settore e soprattutto delle nuove tecnologie.

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top