Napoli velata, Napoli, i suoi segreti, non li rivela a nessuno

Un film che rende onore alla nostra citt

Napoli è bella. Ti fa tornare bambino, sapendo stupirti con la sua magia. Le sue luci, i suoi belvedere, il dirompente rumore delle onde che si infrangono contro gli scogli di Mergellina quando il mare è in tempesta; il silenzio della sua calma piatta, la quiete.  E’ i suoi lumi che illuminano le vie, i suoi abitanti e turisti che affollano le piazze, quegli odori e quei profumi solo suoi, il presentimento di essere nel posto giusto, al momento giusto.

Napoli è bella: dolce e amara, fa sentire la sua nostalgia anche quando non la si è ancora lasciata. E’ il posto che saprà seminare mancanze e in cui saprai di doverci tornare, qualora tu la debba lasciare per sempre. Rumore, calore, vicinanza: ancorata alle sue radici, è quel luogo nel mondo che sembra definirsi in un universo parallelo tutto proprio, dove il tempo non scorre, resta fermo.

Perché Napoli è storia, tradizione, magia: racconti riportati dagli anziani del posto, usanze tramandate di generazione in generazione, riti, misteri, superstizioni. 

Ed è questa la Napoli che Ferzan Ozpetek ha cercato fedelmente di riportare all’interno di Napoli velata, thriller del 2017 della durata di 113 minuti, con protagonisti Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi. 

 

La storia raccontata da Ozpetek questa volta si sviluppa tra i vicoletti del napoletano, tra misteri fittizi e primitive tradizioni: protagonista è un medico legale, Ariadna, travolta dalla passione per un uomo, Andrea, appena conosciuto; Ariadna si ritrova a vederlo, per una seconda volta, dopo la notte di passione, solo sul tavolo dell’obitorio in cui lavora, in seguito all’improvvisa scomparsa di quest’ultimo. E’ per questo decisa a indagare a fondo nella vicenda, entrando così inesorabilmente a contatto con una Napoli pagana scandita da culti e maschere, folklore e santini.  Mostre d’arte, loschi giri, gemelli mai conosciuti, amori tossici, lutti da elaborare e incontri che cambiano la vita: un thriller psicologico che non sbaglia un colpo (di scena), tenendo costantemente col fiato sospeso, immergendo lo spettatore in una realtà magnetica e intrigante, ma al tempo stesso sinistra. 

 

Napoli velata si classifica decisamente come uno di quei film che ti tiene incollato allo schermo, intento a congetturare riguardo le ipotetiche spiegazioni, spiazzandoti con un finale aperto per il quale ti ritroverai a navigare in rete alla ricerca di un chiarimento, una disperata richiesta d’aiuto esterno per la risoluzione di quello che propriamente è un rebus cinematografico. Il tutto ambientato in una Napoli più affascinante che mai.

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