Monte Stella

Da cumulo di macerie della Seconda Guerra Mondiale, a luogo di svago e fuga dalla vita frenetica della citt

Nell’area nordovest di Milano, in zona QT8, si trova una insolita collina che per l’appunto è artificiale, chiamata Monte Stella, in onore della moglie dell’architetto che l’ha progettata, morta prematuramente.

Con una superficie di 370000 metri quadrati e un altezza di 50, è uno dei parchi più amati dai milanesi che la chiamano affettuosamente “la montagnetta di San Siro”. Perfetta per svolgere sport e stare all’area aperta, è un luogo che astrae il visitatore dalla vita caotica della città e dal traffico, infatti, salendo sulla cima sembra di fare una passeggiata nei boschi della bergamasca tra pini, aceri, olmi, querce, faggi, pioppi e altre specie arboree.

La storia del monte risale alla seconda guerra mondiale quando era soltanto un cumulo di macerie provocate dai bombardamenti angloamericani della Seconda Guerra Mondiale, e dall’accumulo di altre parti provenienti dalla demolizione dei bastioni avvenuta nel 1945.

L’idea di farne un parco viene dall’architetto Piero Bottoni, che nel dopoguerra progettò anche il quartiere QT8. Inizialmente doveva essere alta il doppio di quella attuale, ma venne limitata a causa del rischio di cedimenti dai lati. Si è proceduto prima alla creazione di uno scheletro in gradoni di cemento, sormontati da detriti e terra per creare il parco. Alla fine degli anni settanta vennero poi aggiunti gli alberi, circa 600 piante arrivate direttamente dalla Toscana per rendere la montagnetta più verde.

Durante gli anni ottanta in inverno, dopo le nevicate, veniva presa d’assalto dai bambini, che scivolavano giù con quello che trovavano dagli slittini ai sacchi della spazzatura. Grazie a questa iniziativa il Comune la trasformo per tre anni consecutivi in stazione sciistica attrezzando il lato Ovest con impianti di risalita, illuminazione e neve artificiale e una pista di circa 250 metri lungo sulla quale venne organizzato lo “Slalom di Natale” che fu subito un successo. Divenne anche location per concerti, eventi e feste.

Nel 2003 una parte venne dedicata alla costruzione del primo “Giardino dei Giusti” in Italia, memoriale ispirato al giardino e museo di Yad Vashem di Gerusalemme, nato per celebrare chi si è opposto ai genocidi e ai crimini contro l’umanità.

Oggi è uno dei simboli della città che conserva sotto di se le macerie della guerra e del passato dei milanesi, reso luogo di tranquillità e svago, dalla cui cima si può vedere tutto l’hinterland, e con una buona visibilità anche  l'intero Arco Alpino e, a sudovest, l'Appennino emiliano.

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