Mondo, il Venezuela e Usa: prove di disgelo

Stati Uniti, Europa e Canada propongono di revocare le sanzioni al paese sudamericano.

Dopo la crisi di governo che ha duramente colpito il presidente Maduro, il Venezuala è pronto a stringere alleanze diplomatiche con paesi un tempo ostili. La fase di guerra del 2019 è un lontano ricordo. Malgrado ciò, tuttavia, il paese vive una drammatica crisi finanziaria ed umanitaria. Il popolo teme una nuova carestia e la baldanzosa Caracas si è trasformata in un tempio di timore e rassegnazione. Il tentativo di rovesciare il regime guidato da Nicolas Maduro è tramontato, benchè le Nazione Unite si dicessero pronte a favorire una transizione di potere nel segno della diplomazia. Secondo fonti ufficiali di governo “bolivariano”, gli Stati Uniti avrebbero tentato un colpo di stato per ottenere il controllo delle riserve petrolifere del paese. I tempi, tuttavia, sembrano maturi per abbandonare propositi bellicosi e favorire proposte di pace. Nell’ultimo anno, complice la pandemia generata dal Covid 19, gli Usa hanno mutato il proprio atteggiamento. La politica internazionale è in fermento e non è un caso che si discuta la revoca delle sanzioni applicate contro il Venezuela. Di fronte ai "progressi sostanziali e credibili" registrati in Venezuela nella prospettiva di "ripristinare i processi e le istituzioni democratiche fondamentali", Unione europea, Stati Uniti e Canada hanno infatti reso noto di essere "disposti a rivedere le politiche di sanzioni basate su progressi significativi in un negoziato globale" fra governo e opposizione. Tale posizione è stata manifestata attraverso un comunicato congiunto firmato dall'Alto rappresentante della Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken e dal ministro degli Esteri canadese, Marc Garneau.

Il documento sottolinea la preoccupazione per la profonda crisi che travolge l’intera regione, che azzera il potere d’acquisto dei cittadini. "Una soluzione pacifica alla esistente profonda crisi politica, sociale ed economica - si sottolinea - deve venire dallo stesso popolo venezuelano attraverso negoziati globali gestiti dallo stesso Venezuela, con la partecipazione di tutte le parti interessate". Un processo negoziale completo e limitato nel tempo, sostiene il documento, "dovrebbe ripristinare le istituzioni del paese e consentire a tutti i venezuelani di esprimersi politicamente attraverso elezioni locali, parlamentari e presidenziali credibili, inclusive e trasparenti". Unione Europea, Usa e Canada chiedono, infine, "il rilascio senza condizioni di tutti coloro che sono ingiustamente detenuti per motivi politici, garanzie di indipendenza dei partiti politici, libertà di espressione anche per i membri della stampa e la fine delle violazioni dei diritti umani". Il silenzio degli oppositori politici preoccupa il continente europeo. Le Convenzioni internazionali, che tutelano gli individui in quanto tali, non sono state firmate da Maduro. La revoca delle sanzioni passa dalla tutela dei diritti umani e dalla possibilità di svolgere libere elezioni nel paese. Biden, dalla Casa Bianca, rende nota la posizione americana, affermando che il rispetto della democrazia costituisce l’unica via d’uscita dalla crisi. Il dialogo vive una fase iniziale complessa, ma l’epilogo non è scontato.

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