Milano, tafferugli ai Navigli

Cos' successo a Piazza XXIV Maggio il 27 giugno

E’ avvenuto l’altra mattina ai Navigli di Milano quello che è stato definito essere l’ennesimo episodio di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, manifestazione del fenomeno di  brutalità poliziesca, o police brutality, espressione con cui si intendono categorie di atti caratterizzati da violenza, repressione, uso eccessivo di forza, a sfondo razziale, attuati dagli addetti dell’ordine.

 

EFFETTO LUCIFERO, 1971

Tale fenomeno è ormai radicato nella società sin dagli inizi dei tempi; tanti sono infatti i casi espliciti che si sono ripetuti e si ripetono nel corso della storia, prescindendo da luoghi e connotazioni individuali dei singoli protagonisti. Alla base infatti vi è la stessa condizione patologica cui vertono gli addetti dell’ordine, i quali sviluppano ingiustificati atteggiamenti autoritari e repressivi in virtù del ruolo che detengono, come teorizzato dallo psicologo statunitense  Philip Zimbardo nel 1971 attraverso la formulazione, postuma all’esperimento carcerario di Standford, dell’effetto Lucifero. Col tempo questo esperimento ha dato modo a vari studiosi di dimostrare in che modo avvenga la de-individuazione del singolo, il quale attraverso l’anonimato, garantito quindi dalla divisa, e sostenuto dall’appartenenza ad un determinato gruppo si deresponsabilizza, venendo meno ad agire in virtù della propria coscienza. Ciò accade in vari ambiti della vita sociale, ma le peggiori conseguenze si definiscono quando tali comportamenti repressori vengono avvertiti come legittimati dall’autorità.

 

 

MILANO, 2021

La denuncia parte dai social: è stata infatti l’utente riphuda a mettere al corrente, attraverso un reel intragram, il popolo di internet, il quale indignatosi ha dato vita alla mobilitazione mediatica contro le istituzioni, accusate, non velatamente, di aver operato a sfondo razziale. L’episodio è avvenuto la mattina del 27 giugno al Mc Donald di Piazza XXIV Maggio quando è stato segnalato alla polizia un gruppo di persone, prevalentemente straniere, che solo la sera prima era stato coinvolto in una rissa sui Navigli. Una volta giunti sul posto si sono verificati lanci di bottiglie e pietre con relativo assetto antisommossa. Dodici sono state le persone identificate e denunciate per aver violato la normativa covid, un ragazzo è stato fermato per aver opposto resistenza a pubblico ufficiale, avendo ostacolato le operazioni identificative, mentre un altro è stato arrestato per aver tentato di rubare un manganello a due militari. 

 

PARLANO I RAGAZZI

Secondo le testimonianza dei giovani in questione un gruppo di poliziotti si sarebbe avvicinato a loro, intenti a finire la propria colazione, aggredendoli e iniziando a caricare. Il video, della durata minore di un minuto, riporta diversi spezzoni finali dell’accadimento: un ragazzo aggredito e sua sorella che, nel tentativo di proteggerlo, diviene vittima di una manganellata dritta in testa; come lei anche un altro ragazzo è stato vittima di una manganellata.

La giovane influenzer Huda afferma che l’aggressione è stata propriamente illegittima perché priva di validi motivi, se non che tale ragazzo stesse schiamazzando suonando ininterrottamente il campanello di un monopattino. La degenerazione della vicenda si sarebbe concretizzata una volta che gli altri giovani presenti in segno di contestazione si sono messi a fare rap dinanzi alle guardie. Da lì i calci, i pugni, le pietre e le bottiglie rotte. La stessa Huda riferisce che l’arresto sarebbe stato effettuato senza un valido motivo, che infatti non è stato riferito al momento della richiesta dei ragazzi.

 

PARLANO I CARABINIERI

Opposta la versione fornita dal Comando dei Carabinieri di Milano: quest’ultimi infatti, da quanto rilasciato, sarebbero intervenuti a seguito di segnalazioni per schiamazzo e assembramento, e una volta arrivati sarebbero stati accolti da lanci di bottiglie di vetro e pietre contro le proprie volanti. A esporsi riguardo la vicenda è stata la segreteria provinciale del “Nuovo sindacato carabinieri”, la quale -ribadendo la costante situazione di rischio in cui vertono oggigiorno i carabinieri- ha affermato che a seguito dell’intervento delle pattuglie, il cui intento era di disperdere l’assembramento, si sia verificata la reazione spropositata da parte dei giovani che ha posto a rischio l’incolumità le forze dell’ordine. 

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