LArco della pace

Il monumento neoclassico che racconta le vittorie di Milano

Milano, come moltissime altre città, è stata costruita all’interno di mura, che nei secoli sono state modificate. In particolare le 11 porte risalenti a diverse epoche storiche, spagnola, medievale e romana e ricostruite in età napoleonica sono tutte diverse e non tutte sono visibili oggi.

Tra quelle visibili e meglio conservate c’è la porta Sempione rinominata Arco della Pace, per merito eventi storici positivi accaduti ed è tra i maggiori monumenti neoclassici di Milano. Posizionata all’inizio di corso Sempione, da le spalle al parco che la collega al Castello Sforzesco. Simbolo di pace, di unione, di indipendenza e di vittoria durante i secoli ha visto svolgersi davanti a se momenti storici importanti.

Il primo riguarda la sua versione originaria che venne curata su disegno del marchese Cagnola per festeggiare il matrimonio nel 1806 di Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia nonché figlio adottivo di Napoleone e Augusta di Baviera. Prese il nome di Arco della Vittoria, per simboleggiare e festeggiare la vittoria della battaglia francese del 1807. Il progetto fu, però, abbandonato dopo due terzi, a causa della caduta del Regno Italico, ma quasi vent’anni dopo venne ripreso, legandolo finalmente il suo significato odierno. Fernando I d’Austria volle dedicare il monumento alla pace delle nazioni ottenuto col congresso di Vienna del 1815. Il 10 settembre del 1938 venne concluso e inaugurato l’Arco.

Nel 1859 a seguito della vittoria di Magenta, Napoleone III e Vittorio Emanuele II fecero un ingresso trionfale a Milano passando sotto la struttura che divenne simbolo dell’indipendenza di Milano. Dopo questo episodio l’epigrafe cambiò, diventando: «Entrando coll’armi gloriose Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori Milano esultante cancellò da questi marmi le impronte servili e vi scrisse l’Indipendenza d’Italia MDCCCLIX» e di seguito «Alle speranze del Regno Italico auspice Napoleone I i milanesi dedicarono l’anno MDCCCVII e francati da servitù felicemente restituirono MDCCCLIX».

Sulla sommità della struttura sono visibili delle statue in bronzo che rappresentano la Sestiga della Pace con quattro Vittorie a cavallo oltre che le personificazioni dei fiumi Po, Ticino, Adda e Tagliamento. Al di sopra e sulle colonne sono segnati i nomi dei caduti delle guerre mondiali. La posizione delle statue non è casuale, infatti, fu scelta dagli austriaci che decisero di porre  la parte posteriore dei cavalli in direzione della Francia.

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