La vita secondo Pupi.

Dominatore assoluto della V serata il regista bolognese Pupi Avati.

Assoluto dominatore della serata numero 5 del Festival del Cinema e della Televisione è stato l’ottantatrenne regista bolognese Pupi Avati. Una serata speciale nel quale uno dei più prolifici registi del cinema nazionale ha saputo regalare al pubblico dell’Arco di Sacramento, accorso in buon numero nonostante la concomitanza con il quarto di finale della nazionale italiana, profondissime riflessioni sulla vita insieme ad aneddoti e al racconto di storie e personaggi in grado di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio racconto di una vita non solo ricchissima dal punto di vista professionale ma anche profonda e particolarmente ispirata.

Nella bellissima serata dell’Arco il suo cinema è divenuto il tramite per raccontare la vita e allo stesso tempo il modo di rilevare al pubblico quanta vita ci fosse nel suo modo d’intendere il cinema.

Sulla scia di una coinvolgente saggezza le parole del “maestro” sono state l’occasione per maturare  riflessioni di natura esistenziale e per conoscere, magari con una chiave di lettura diversa da quella solita, la ricchissima carriera cinematografica di un personaggio unico sotto il profilo della genialità creativa e dell’immensa cultura.

Dalla competitività del mondo dello spettacolo-“ ogni film che ho fatto è un film che non ha fatto un altro”- alla miopia culturale delle nuove generazioni, al suo modo d’intendere il cinema, al rapporto con gli attori e di condurre il casting in una rapida carrellata di episodi narrati con leggera ironia che resta il modo tipico con cui le persone d’intelligenza raccontano e rendono partecipi alla loro vita gli altri.

“Non abbiate paura di svelare agli altri le vostre debolezze e la vostra vulnerabilità perché è l’unico modo perche abbia inizio un rapporto profondo”

“ Bisogna sognare in grande, senza avere paura di farlo, perché sono solo i sogni grandi fatti senza timori a realizzarsi”

Ma il racconto è anche un momento di immensa umanità del registaVado in chiesa e sapete cosa chiedo a Dio? Gli chiedo di esistere, perché in tanti ne hanno bisogno, da quelli che hanno avuto poco a quelli che hanno vissuto esperienze tremende a cui bisogna pur dare qualcosa”

Termina il racconto di Pupi Avati- simpaticamente interrotto dagli aggiornamenti che il regista riceveva via telefono dal nipote sull’andamento della partita- con l’annuncio dell’inizio riprese del nuovo film riguardante Dante rispetto al quale il regista professa tutto il suo amore Dante mi ha dato tanto e posso dire di volergli bene”.

 

 

 

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