La droga dello stupro

Roma invasa da nuove sostanze stupefacenti. Tra i clienti affezionati di una banda di spacciatori di GHB, yaba e shaboo, un primario di reparto del Policlinico Umberto I, un atleta di arti marziali del gruppo sportivo delle Fiamme gialle e ballerini impegnati in alcune trasmissioni televisive

Roma invasa da nuove sostanze stupefacenti. Sgominata una banda di spacciatori specializzata nella vendita di GHB, meglio nota come la «droga dello stupro». Si tratterebbe delle sostanze stupefacenti  utilizzate a Milano, secondo l’accusa, dall’imprenditore Alberto Genovese per stordire le modelle e violentarle nel suo attico. Sequestrate anche «yaba» (conosciuta come la «droga di Hitler»), tristemente nota perché usata da Manuel Foffo e Luca Prato, i killer di Luca Varani, e «shaboo», miscuglio sintentico da fumare, diffuso dapprima negli ambienti della comunità filippina e adesso anche dai giovani romani, venduto a 400 euro al grammo. Tra i clienti affezionati della banda un primario di reparto del Policlinico Umberto I, un atleta di arti marziali del gruppo sportivo delle Fiamme gialle e ballerini impegnati in alcune trasmissioni televisive.

Secondo quanto emerso nelle indagini, le sostanze, che provocano gravi danni cerebrali, sarebbero state fatte arrivare in treno dalla Toscana. A capo del gruppo malavitoso vi sarebbero un romano di 32 anni, un bengalese e un cinese, che gestivano lo spaccio prendendo ordinazioni su whatsapp e rifornendo i clienti con consegne a domicilio o per strada utilizzando monopattini elettrici per cercare di limitare il rischio di incappare in posti di blocco. Gli incontri avvenivano soprattutto fra Piazza Venezia, Piazza Navona e Piazza Risorgimento: i corrieri viaggiavano travestiti da rider con tanto di borsone colorato per la consegna degli alimenti, dove invece c’era lo stupefacente. I tre pusher sono stati arrestati dai Carabinieri della compagnia Roma Centro.

Le indagini delle Forze dell’Ordine sono scattate nell’ottobre dello scorso anno dopo l’arresto di una cittadina cinese alla stazione Termini. Dall’analisi delle due schede telefoniche in suo possesso gli investigatori dell’Arma sono arrivati a due canali di spaccio, quello bengalese fra Monteverde e viale Marconi, e quello in centro, gestito dalla delinquenza locale. Gli ordini di «Gilda», «Mafalda», «acqua» o «blue meth», ovvero la metanfetamina blu al centro della serie tv «Breaking Bad», erano continui: i clienti normali dovevano recarsi al domicilio dei pusher, quelli importanti invece potevano essere riforniti a casa o per appuntamento all’aperto. Non sempre la qualità del prodotto ha però soddisfatto chi l’ha acquistata, tanto che in un’intercettazione uno degli spacciatori avrebbe confessato al complice cinese: «Sì, brucia e fa male, però ok». Gli inquirenti cercano ora collegamenti tra questo gruppo e Claudia Rivelli, sorella di Ornella Muti, in attesa di processo, bloccata a Fiumicino con un quantitativo di «droga dello stupro».

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