La cronaca della Campania dal 10/10 al 16/10

Il racconto dei principali eventi regionali nella seconda settimana di ottobre. In fiamme dodici TIR in un deposito a Montefredane. Armi puntate contro bambini nel corso di una rapina. Scoperta frode fiscale di 100 milioni da parte dei casalesi. Arrestato consigliere regionale della Campania per appalti truccati.

Un incendio si è sviluppato poco dopo mezzanotte a Montefredane (Avellino), in un deposito di autoarticolati di un’azienda di trasporti in via Provinciale, frazione Arcella. Allertata la sala operativa del Comando dei Vigili del fuoco di Avellino, su via Zigarelli, che ha inviato sul posto due squadre supportate da quattro autobotti. A seguire sono intervenute anche le squadre dei distaccamenti di Montella e Grottaminarda, e altre due squadre dai comandi di Benevento e Salerno. Un’enorme nube nera, visibile a chilometri di distanza nonostante la tarda ora della notte, si è innalzata alle porte del capoluogo irpino. Sono dodici i pesanti automezzi rimasti coinvolti dalle fiamme di cui sei carichi, ma non ci sarebbero feriti. Lunghe e complesse le operazioni di spegnimento.

Diffuse da Internapoli e Nanotv immagini inquietanti delle telecamere di sorveglianza di un ristorante di Casavatore, che riprendono due rapinatori entrare nel locale sabato scorso, intorno alle 22:30, puntando le armi verso le famiglie presenti con bambini al seguito per farsi dare quanto in loro possesso. I due criminali, senza farsi scrupolo di poter causare una strage di persone inermi, hanno continuato ad agire con un fucile e un mitragliatore puntati sui presenti. Quattro orologi (tra i quali un Rolex ed un Tudor) ed una collana d’oro sarebbe stato il bottino della rapina. I delinquenti, incappucciati, hanno utilizzato anche un kalashnikov. I carabinieri stanno svolgendo indagini di rito.

Scoperto dalla Guardia di Finanza un complesso giro di frodi fiscali da parte del clan dei Casalesi. Grazie a un accertamento di natura tecnica e una consulenza affidata a un funzionario della Banca d’Italia, è emerso un flusso finanziario anomalo, culminato in un’indagine che ha portato all’esecuzione di 66 misure cautelari notificate nelle provincie di Napoli, Caserta e Salerno a persone ritenute, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. A gestire il meccanismo, particolarmente sofisticato, basato sull’accumulo di debito nei confronti dell’Erario, la fazione Zagaria della federazione malavitosa casalese. Le indagini hanno consentito di identificare 11 persone, alle quali sono state notificate altrettante custodie cautelari in carcere, che gestivano le società, i conti correnti e coordinavano la rete degli “spicciatori” (52 soggetti di cui 37 destinatari delle misure degli arresti domiciliari e 15 dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), incaricati di eseguire i prelievi di denaro contante in banca o alle Poste per cifre contenute in maniera tale da non far scattare gli “alert” dell’antiriciclaggio. I finanzieri hanno stimato che i prelievi degli “spicciatori” ammontavano a circa 55mila euro al giorno, denaro che poi veniva fatto confluire nelle mani degli organizzatori. Sono state registrati durante le indagini, anche picchi di prelievi da 1,6 milioni al mese, per complessivi 80 milioni di euro. Cifre che rendono l’idea dell’esercito di “operai” a disposizione del sistema. Dalle indagini sarebbe emerso che gli stessi “spicciatori”, paragonabili, nell’ambito dello spaccio di droga, ai pusher che vendono stupefacente al dettaglio, percepivano ciascuno la loro remunerazione per i servigi resi.

Gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno eseguito dieci misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta relativa a turbativa d’asta, induzione indebita, associazione per delinquere e un caso di corruzione elettorale. Tra i destinatari delle misure cautelari c’è anche Giovanni Savastano (detto Nino) consigliere regionale ed ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno. C’è anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli tra i 29 indagati, appena riconfermato con il 57% delle preferenze. Napoli (sostenuto da una coalizione civica di centrosinistra) risulta indagato per fatti risalenti alla precedente Amministrazione. Con lui risultano coinvolti anche un dirigente del Comune e un ex presidente di una società partecipata dell’Ente.

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