La crisi dellenergia riporta in auge lopzione nucleare.

Sono lontani i tempi di Chernobyl e Fukishima, il nucleare ormai non fa pi paura.

Mentre la Germania chiude le sue ultime 3 centrali nucleari,  la Commissione Europea con ogni probabilità inserirà l’energia nucleare nell’ambito della tassonomia europea, vale a dire il sistema che valuta positivamente le fonti da cui far scaturire la produzione di energia rendendo possibili i relativi e connessi investimenti.

Quella che apparentemente sembrerebbe una vera e propria contraddizione in realtà è il forte  segnale di una preoccupazione crescente della Commissione Europea chiamata ad affrontare, in un clima che volge al peggio, il problema dell’energia  ponendo le basi per il prossimo futuro del continente in materia di approvvigionamento energetico.

Non a caso la parte finale del 2021 ha visto crescere,  a livello europeo,  le discussioni intorno al problema energetico che potrebbero rappresentare, a luce di quella che viene a delinearsi come una vera e propria emergenza,  il tema centrale della politica dell’Unione Europea impegnata a scongiurare gli effetti pregiudizievoli del caro energia tenendo in considerazione i risvolti geopolitici connessi ad ogni decisione in materia.

 

Nucleare: Parigi Vs Berlino.

Tutte le dispute che si agitano intorno alla materia energetica hanno innegabili effetti di natura geopolitica e questa evidenza viene confermata anche dalla recente contrapposizione registrata in Europa, tra le posizioni della Germaniae della Francia. La prima pronta ad abbondare totalmente l’opzione nucleare a favore del gas naturale e la seconda su posizione diametralmente opposte con circa una cinquantina di impianti in funzione a cui sicuramente non intende rinunciare. Il cambio di guardia avvenuto a Berlino con il nuovo cancelliere Olaf Scholz al posto di Angela Merkel,  ha sostanzialmente aggravato la situazione nella misura in cui il nuovo cancelliere ha disconosciuto vecchi impegni assunti,  compreso quello che avrebbe consentito l’ingresso del nucleare nel novero delle energie sostenibili fornendo la legittimazione formale ad investimenti sulla fissione atomica come metodo di produzione di energia. Qualora il tutto venga confermato,  l’inserimento del nucleare tra le energie green segnerà  senza dubbio un successo del fronte degli Stati, come la Francia, che non hanno mai abbandonato la strada dell’atomo come fonte di energia a basso costo.

 

In Italia si allarga il fronte pro nucleare.

Nucleare SI, nucleare no diventa un tema dibattuto anche nella nostra penisola dove si registra, con il passare delle ore,  un sensibile aumento dei favorevoli alla svolta nucleare.quello che è cambiato dalle prime esternazioni di apertura  del ministro della transizione energetica Cingolani   ad oggi, nel nostro paese  è documentato dalla nascita di un vero e proprio fronte trasversale pro nucleare. Dal vento nuovo che ha scosso dalle fondamenta la visione europea circa le  metodologie da ritenere eco sostenibili per produrre energia sembra, quindi, che abbia tratto forza e vigore la posizione di chi  considera il nucleare tutt’altro che un’opzione trascurabile per risolvere il dilemma energetico che attanaglia il mondo intero. Nasce così in Italia quello che può essere definito il partito del nucleare composto da esponenti politici di colore diversissimo, da parti sociali varie, da esponenti di governo e non, da liberisti e sovranisti.

Un fronte variegato tenuto insieme dall’intima persuasione che l’evoluzione tecnologica avvenuta in questi anni possa aver ridotto la pericolosità dell’intero processo di fissione atomica.

Al momento perché questo coinvolgimento così eterogeneo possa produrre qualche effetto concreto nel nostro paese è indispensabile superare il doppio sbarramento rappresentato dai referendum del 1987 e del 2011 entrambi terminati con la sonora  bocciatura del nucleare e con il consequenziale smantellamento delle 4 ultime centrali funzionanti nel nostro paese.

 

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