La creazione ITA per ALITALIA non sarà indolore.

La creazione di ALITALIA ITA mette a rischio 6000 dipendenti. Sindacati in agitazione a difesa dei livelli occupazionali.

Semaforo verde da parte della commissione europea per ITA, la nuova entità imprenditoriale, che nascerà  dalla ceneri della ultra indebitata ALITALIA,  chiamata a sostituirla come compagnia di bandiera nazionale. Quanto pattuito a Bruxelles, in questi giorni,  rappresenta solo il primo step di un articolato piano di scelte concrete a cui il nostro paese è chiamato nel prossimo futuro volte a rendere possibile l’effettivo subentro di ITA all’agonizzante ALITALIA. E’ evidente che quanto verrà sancito, d’ora in poi, a livello nazionale dovrà necessariamente tener conto dei limiti e delle direttive impartite a livello europeo. Il mondo sindacale, in attesa di conoscere il nuovo piano industriale, è già sul piede di guerra essendo più che probabile il rischio di licenziamenti  in considerazione dell’elevato numero di quelli che in maniera antipatica vengono etichettati  come esuberi.

 

Le condizioni Ue

Come ampiamente previsto il lasciapassare dell’Unione Europea è tutt’altro che incondizionato essendo molteplici i vincoli a cui la newCo ITA è chiamata a rispettare per muoversi all’interno di quanto disposto e autorizzato. Elemento centrale dell’accordo è che ci sia discontinuità economica tra la nascente ITA e la vecchia ALITALIA. L’unico elemento di continuità tra le due entità societarie dovrebbe essere rappresentato   dal passaggio di circa 4.500dipendenti e 60 aerei dalla vecchia società alla nuova. ITA dovrà invece partire da zero per quanto riguarda tutto il resto. Tutti gli asset di pertinenza di ALITALIA ,infatti, non passeranno in capo ad ITA ( servizi aeroportuali servizi di manutenzione) ma saranno messi sul mercato e ceduti al miglior offerente. Asset che ITA dovrà, quindi, acquistare secondo le normali regole di mercato partecipando alla compravendita nelle stesse identiche condizioni di qualsiasi  altro potenziale acquirente.

Altro elemento fondamentale è che l’operativa della newCo sia sostenibile dal punto di vista economico mostrando capacità di auto sostenersi sul mercato senza necessitare , come accaduto svariate volte con ALITALIA, di sostegni pubblici e finanziamenti per garantire l’operatività.

A condizione che entrambi le condizioni vengano rispettate ITA potrà spiccare il volo, come compagnia di bandiera nazionale, senza essere gravata dal peso schiacciante dei debiti pregressi di ALITALIA.

 

Le preoccupazioni sindacali

L’accordo dato quasi per fatto tra il nostro governo e la commissione preoccupa notevolmente il mondo sindacale nazionale. Giocoforza è inevitabile che l’intero discorso ITA finisca, di qui a poco, nell’ambito della normale dialettica di contrapposizione tra sindacati e governo. Visti gli orientamenti in atto sembra difficile che tale contrapposizione possa risolversi velocemente o che comunque possa risolversi in tempi utili per salvare la stagione estiva ormai alle porte. A preoccupare le maggiori sigle sindacali del nostro paese, in attesa che venga reso noto in dettaglio il piano industriale, è il costo in termini occupazionali, di questa che sembra essere fondamentalmente un’operazione di trasformazione della vecchia ALITALIA in una mini-compagnia, con un numero di veicoli limitato e con rotte sul quale dispiegare l’attività ancora tutte da definire. Preoccupazioni condivisibili soprattutto se si considera che ALITALIAconta a libro paga ben 10.500 dipendenti mentre il nuovo progetto non potrà che assorbirne meno della metà, facendo calare un grosso punto interrogativo sulla sorte di ben 6000 lavoratori.

Per quanto la storia della compagnia di bandiera sia stata essenzialmente una storia di fallimenti e di sprechi frutto di gestioni politiche e per quanto una nuova compagnia più agile e meno zavorrata dal peso dei costi possa essere la miglior scelta possibile in termini di competitività economica, il sacrificio di tanti posti di lavoro rimane comunque un elemento da ritenere centralissimo nell’intera questione.

 

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