La "nuova" spigolatrice di Sapri, tra consensi e rifiuti

A pochi giorni dall'inaugurazione della statua di Emanuele Stifano, le polemiche non si placano. La nuova Spigolatrice di Sapri continua a tenere banco in un dibattito politico acceso.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti.

Me ne andava al mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.”

La celebre poesia di Luigi Mercantini, La spigolatrice di Sapri, composta nel 1858 all’indomani della tragica fine della spedizione di Carlo Pisacane contro i Borbone. Il genovese era partito nel 1857 da Genova con pochi uomini, in direzione di Tunisi, per unirsi ad altri gruppi e spingere ad una rivolta antiborbonica il Mezzogiorno. Gli aiuti sperati non arrivarono e Carlo Pisacane, liberati oltre trecento carcerati da Ponza, decide di perseverare e sbarca a Sapri, una delle ultime cittadine della provincia di Salerno. Le autorità borboniche, avvertiti i cittadini cilentani dell’arrivo di criminali comuni, ottengono la reazione sperata, nessun sostegno ai rivoltosi. Sulle spiagge di Sapri, una giovane donna diretta ai campi per spigolare il grano, intravede il piroscafo e accogliendo il gruppo si invaghisce di Carlo Pisacane, decidendo di seguire la spedizione tricolore. Nei pressi di Padula i ‘trecento’ furono sconfitti, uccisi e imprigionati con facilità dai borbonici, mettendo fine al sogno di Pisacane.

Questa la vicenda storica raccontata nella poesia di Mercantini, che al pari dell’Inno di Mameli, è uno dei testi patriottici italiani più importanti. Un inno al desiderio di riscatto e rivoluzione, da parte di un popolo affamato e oppresso.

Nella cittadina cilentana è presente, da molti anni, una statua che raffigura una donna che osserva il mare da uno scoglio, ma è di qualche giorno fa l’inaugurazione di una nuova statua evocativa. Lo scultore Emanuele Stifano ha dotato la città di una sua opera, inaugurata dagli amministratori locali e da alcuni politici, come Giuseppe Conte, in città per un tour elettorale.

La statua ha subito destato scalpore per il suo aspetto troppo sensuale, secondo alcuni, ottenendo il plauso da altri, e la vicenda che ha avuto una risonanza nazionale, grazie ai social, scatenando un vero e proprio debate politico.

Opinioni contrastanti, consensi e rifiuti per un’opera singolare ma soprattutto simbolica, a detta dell’autore, che era stata approvata dai committenti.

Una situazione spigolosa che certamente riserverà ancora qualche colpo di scena.

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