Israele e Palestina, riprende lo scontro armato

La guerra assume rilievi drammatici. A Gaza si contano decine di vittime, tra cui bambini.

Non si placano i venti di guerra attorno alla striscia di Gaza. Il conflitto tra israeliani e palestinesi segna un punto di non ritorno, a causa dell’uccisione di civili inermi. Il quotidiano Haaretz riferisce che il numero delle persone uccise dai raid israeliani a Gaza è salito a 126, tra cui 31 bambini e 20 donne. Secondo la stessa fonte, sono 950 i feriti nell'attacco, che in serata continuava, anche se con minore intensità. I lanci di razzi da Gaza non si sono interrotti: le sirene anti-missili hanno suonato stasera a Be'er Sheva, nel sud di Israele. Alla vigilia del 15 maggio, data della 'Nakba' con cui i palestinesi ricordano la nascita dello Stato di Israele nel 1948 e il loro esodo, la Cisgiordania è stata teatro di nuovi scontri con l'esercito israeliano. Secondo fonti di Ramallah, i morti in incidenti avvenuti in varie località sono almeno dieci. Nel nord del paese, dimostranti libanesi si sono accalcati alla frontiera di Israele sconfinando per poi rientrare, poiché incalzati dal fuoco di avvertimento dei tank israeliani nel loro territorio. In Giordania una folla di manifestanti si è radunata al confine con i territori per manifestare solidarietà con "i fratelli palestinesi" al grido “Con lo spirito e il sangue, ti riscatteremo, o Aqsa”, in riferimento alla Moschea sulla Spianata a Gerusalemme. Contro i tunnel di Gaza, luogo privilegiato dei comandi e delle trasmissioni di Hamas, sono partiti 160 caccia, tank e le forze di terra schierate lungo il confine. In 40 minuti, con circa 450 colpi hanno centrato oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia, in particolare a Beit Lahiya. Non si conosce, al momento, il numero dei miliziani rimasti uccisi nell'attacco, che in un primo momento era stato erroneamente annunciato dall'esercito ai media stranieri come l'ingresso delle truppe via terra a Gaza. "Avevo detto - ha ricordato il premier Benyamin Netanyahu - che avremmo colpito Hamas e gli altri gruppi terroristici con colpi significativi ed è quello che stiamo facendo. Ma non è ancora finita". "I leader di Hamas - ha proseguito - pensano di poter scappare dalla nostra presa. Non possono scappare. Li raggiungeremo ovunque. Ci hanno attaccato nella nostra festa, hanno attaccato la nostra capitale, hanno lanciato missili sulle nostre città e continueranno a pagare un presso pesante per questo".

Da Ramallah, la presidenza di Abu Mazen ha lanciato un appello all'amministrazione Usa di Joe Biden ad interveniimmediatamente e rapidamente per fermare l'aggressione israeliana prima che le cose vadano fuori controllo". Il rais ha detto di ritenere "il governo israeliano pienamente responsabile di questa pericolosa escalation e del sangue versato dal popolo palestinese". La presidenza ha poi denunciato "le uccisioni brutali e programmate delle forze di occupazione israeliane contro gli abitanti della striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme". Le Nazioni unite stimano che circa diecimila palestinesi abbiano dovuto lasciare le proprie case a causa delle ostilità in corso. Gli ospedali, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari dipendono dall'elettricità, il cui carburante si esaurirà domenica. Lynn Hastings, coordinatrice umanitaria delle Nazioni unite in Palestina, lancia l’allarme: "Le autorità israeliane e i gruppi armati palestinesi devono consentire immediatamente alle Nazioni unite e ai nostri partner umanitari di portare carburante, cibo, forniture mediche e di dispiegare personale umanitario. Tutte le parti devono aderire alle leggi internazionali umanitarie sui diritti umani. Faccio eco al segretario generale nell'appello per un immediato allentamento e la cessazione delle ostilità a Gaza e in Israele. Troppi civili innocenti hanno già perso la vita o sono stati feriti", ha proseguito. Israeliani e palestinesi non riescono a liberarsi dal peso della storia.

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