In via di ultimazione lemendamento che dovrebbe salvare i conti della citt di Napoli.

Ore decisive per la stesura finale dellemendamento alla prossima finanziaria che dovrebbe portare alla cancellazione di 1/5 dei debiti comunali.

Dopo il tanto parlare delle  pessime condizioni economiche in cui versa il Comune di Napoli con il nuovo sindaco Manfredi che ha dedicato questi primi mesi di mandato a rendere pubblico il dissesto che compromette il rilancio della città, qualcosa si muove. Le tante richieste esplicite di aiuto e il lungo lavorio ai fianchi di Manfredi sembrano finalmente aver fatto  breccia nella considerazione della politica nazionale, nel fondamentale momento di messa a punto della prossima legge finanziaria.

 

L’emendamento pro Napoli presto al vaglio del Senato.

Niente ancora di definitivo e situazione sostanzialmente ancora fluida  in quanto l’emendamento a firma della senatrice DEM Valente che prevede l’accollo da parte dello stato centrale di un miliardo di debito del Comune partenopeo è ancora in fase di ultima definizione prima di intraprendere il necessario iter parlamentare. La giornata di oggi è tuttavia importante perché l’emendamento arriverà finalmente a Palazzo Madama ultimando questa fase preparatoria pronto a divenire, dalla prossima settimana, oggetto di discussione nel quadro dei lavori parlamentari previsti per la prossima legge finanziaria.

Per quanto gli esiti finali relativi alle sue sorti siano, ad oggi, sostanzialmente imprevedibili, elementi come la lunga trattativa condotta a fari spenti  tra Comune e MEF nella sua preparazione e la possibilità che l’emendamento si presenti dinanzi al Parlamento come atto bipartisan rassicurano, in qualche modo, sulla felice conclusione della delicata questione, vitale per la città.

 

Le indiscrezioni

Se sono ben note le finalità dell’emendamento come il rappresentare un vero e proprio salvagente per le depresse finanze comunali, dalle indiscrezioni delle ultime ore emergono anche alcuni dei punti più salienti relativi ai suoi aspetti formali e sostanziali. Innanzitutto quello che  si può escludere è che si tratta di un provvedimento ad hoc per la città di Napoli, una sorta, quindi, di Salva Napoli, piuttosto il provvedimento riveste una  portata generale in grado di contemplare situazioni di dissesto finanziario inerenti ai comuni capoluoghi delle città metropolitane. L’impegno ad accollarsi questi debiti finanziari sussiste, sulla carta,   non solo per Napoli anche se pare più che evidente che nella realtà dei fatti sarà in prevalenza se non esclusivamente il Comune di Napoli a beneficiare  degli effetti del provvedimento reso necessario dalle pessime condizioni economiche del capoluogo campano sicuramente più gravose rispetto alle altre città metropolitane.

Per quanto attiene alle modalità operative si esclude il ricorso alla figura del commissario e viene parimenti escluso lo scorporo dei debiti storici circoscrivendo l’intervento statale all’ambito del semplice accollo dei debiti che nella situazione napoletana dovrebbe ingenerare un intervento pari alla considerevole cifra di 1 miliardo di euro. Preciso a tal riguardo il testo” il ministero dell’Economia e delle Finanze è autorizzato a procedere, in via alternativa, alla ristrutturazione, con integrale accollo da parte dello Stato dei mutui e delle operazioni derivate ad essi connessi e dei presti obbligazionari di titolarità dei comuni capoluogo delle città metropolitane” Per quanto attiene invece alla tempistica di attuazione dell’accollo finanziario i tempi previsti dovrebbero essere rapidi con la prevista iscrizione dell’esborso nei bilanci dello stato a partire dal prossimo Gennaio 2022.

 

Troppo bello per essere vero?

Questo è quanto emerso a livello di indiscrezioni che  lasciano presagire a un intervento statale prestato senza condizioni e soprattutto senza alcun tipo di corrispettivo. Diventa così lecito domandarsi se per caso tutto questo non sia troppo bello per essere vero e se la sostanza delle cose si modificherà proprio in queste ultime ore di stesura finale, magari aggiungendo condizioni e contropartite varie tali da escludere che si possa parlare di una sorta di lascito incondizionato. Del resto un intervento così corposo che consente in un solo colpo di cancellare almeno 1/5  del debito comunale difficilmente avrebbe il necessario lascia passare parlamentare presentandosi nella veste di un lascito privo di condizioni sottoposto alla sola vigilanza della Corte dei Conti. Quindi sarà del tutto lecito aspettarsi nei prossimi giorni una riduzione della portata dell’emendamento che sinceramente come assegno in bianco a favore della città di Napoli avrebbe pochissime probabilità dì concretizzarsi.

 

 

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