Il ritratto del futuro

Disegnare non solo esercizio puramente estetico, unespressione di ci che si vuole capire. un dialogo con s stessi attraversato da emozioni, che pu diventare strumento di elaborazione e analisi di un tema, un concetto o unesperienza.

Gli educatori danno all’attività grafica l’importanza di mediatore didattico per fare esperienza delle cose, per esplorare il “sapere”, per rafforzare una nuova conoscenza attraverso un altro “sguardo”. L’atto di disegnare alimenta la capacità di ragionare, fantasticare e pensare. Ci si può dedicare alle proprie passioni ovunque e ogni luogo è buono per la socialità. Il viaggio, in particolare, può diventare momento di incontro e di conoscenza: il pendolarismo più che mai.

Seduta accanto a me nel treno c’è una giovane ragazza. Il suo viso è nascosto dietro i capelli e le sue mani sono coperte per metà dalle maniche della maglia. Tira fuori dalla borsa un blocchetto di piccoli fogli di carta e una matita a punta fina. Davanti a noi, su lati opposti, sono seduti un ragazzo e una ragazza che si fissano con facce che sembrano imbronciate o forse sono soltanto seriose. Non riesco a capire se si conoscono, ma l’impressione è quella di due che non hanno voglia né di parlare né di incrociare gli sguardi.

La giovane al mio fianco comincia a disegnare tirando in maniera leggera una serie di curve, che mi paiono fatte a casaccio. Punta la matita e la fa salire, poi prende una leggera curva a destra e poi a sinistra, sale ancora un po’ per sterzare di nuovo a destra e finire in una specie di ovale orizzontale. Curioso, seguo i movimenti delicati della matita su quella carta ruvida, sta facendo un ritratto. Sulla destra disegna una sorta di finestra, quando poi al viso mette anche una folta chioma riccia, guardo la ragazza davanti e realizzo che sta disegnando lei.

Nella realtà, e sulla carta, la ragazza guarda verso il finestrino. Sulla carta però interviene una gomma che permette di ridisegnare il momento in maniera diversa. La disegnatrice riparte con il ritratto, ma stavolta lo sguardo della ragazza è rivolto verso l’interno, cioè in direzione del ragazzo. E prende a disegnare anche lui. Li fa entrambi con una sigaretta in mano, la testa di lui è poggiata sulla spalla di lei. Il giubbotto di lui, la maglia di lei, i capelli, i tratti somatici, sono tutti molto simili al reale. Il disegno va avanti, compare anche un tavolino, dove i due poggiano le mani con le sigarette. Il finestrone laterale diventa una classica finestra di casa, la matita crea un accenno di persiane e al ragazzo, di colpo, fa crescere la barba e traccia una specie di parentesi sulla guancia che lo fa dimagrire. Alla ragazza, invece, regala brevi linee ai lati degli occhi e sopra le labbra. Sono invecchiati. La gomma punta sulle rughe e comincia a cancellare per poi fermarsi. Ci ripensa, non cancella e rimette le linee.

La voce dall’altoparlante annuncia la fermata, lei strappa il foglio dal blocchetto e lo dà alla ragazza. «Hi, I’m Kirstie, and this is for you». Sorride, ripone i suoi attrezzi magici nella borsa e va via.

La ragazza ricciolona rimane lì con il foglio in mano, il ragazzo si volta incuriosito per guardare il disegno. Sogghignano. «Ma che siamo noi questi? Guarda quante rughe m’ha fatto, e noi manco fumiamo. Però che bello!». Lui le sfila il foglio dalle mani, mette la testa sulla spalla di lei; cercano entrambi di fare le stesse espressioni e avere la postura del ritratto. Infine si fermano, rimangono in silenzio fissando il disegno senza dire più nulla. Stavolta la matita è nei loro pensieri e stanno immaginando quel futuro insieme.

Disegnare contesti narrativi, personaggi, storie, emozioni è un’opportunità espressiva per costruire nuovi significati. Rappresentare attraverso il disegno può dare forma e colore alle proprie emozioni e comprendere alcuni aspetti sostanziali del proprio “sentire”. Le emozioni possono essere trasferite su un foglio, attraverso il segno grafico. Per restituire il significato completo di un disegno occorre fare un passo indietro. Prima di disegnare, si esplorano le emozioni che vengono percepite e diventano gesti corporei e segno grafico. L’atto del disegnare si nutre di linguaggi diversi che dialogano continuamente trasformandosi in storie. Quelle che abitano nella mente e ci mettono in connessione con l’altro.

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