Il Natale in Lombardia

Tradizioni, usanze e ricorrenze a tavola e allaperto nel periodo pi gioioso dellanno

È finalmente arrivato il momento più magico dell’anno, il Natale. Festeggiato in tutto il mondo ha però diverse tradizioni che soprattutto in Italia cambiano da regione a regione e da città a città. C’è chi festeggia la vigilia aspettando la mezzanotte a tavola o giocando a tombola, chi va in chiesa e chi dedica la celebrazione soltanto al 25 dicembre. Questo è ciò che rende bello questo Paese, la varietà delle tradizioni che uniscono nonostante la loro diversità.

La Lombardia ha molte usanze legate a questa festività sia connesse alle credenze popolari, sia alla cucina e alla tavola.

Innanzitutto, il periodo di festa, in particolare a Milano, inizia il 7 dicembre, quando la città si veste di luci e addobbi e i suoi abitanti, proprio nella giornata dedicata al patrono Sant’Ambrogio, decorano le proprie case e l’albero. Intorno a questa data viene svolta anche la cerimonia di accensione dell’albero di natale in piazza Duomo, che ogni anno cambia a seconda di chi viene scelto per realizzarlo. Questa volta se ne sono occupati GVA Redilco & Sigest creando “Imagine”, un grande abete di circa 24 venti metri illuminato con 80mila luci led a basso consumo e addobbato con 800 palle di Natale rosse e color argento e 60 fiocchi che incarna alcuni valori a cui Milano si sta dedicando recentemente: la sostenibilità ambientale e l’innovazione.

Un avvenimento sicuramente molto importante per i lombardi e per tutto il nord Italia, sono i mercatini, allestiti in moltissime città, suggestivi e luogo perfetto per trovare regali da scambiarsi con amici e parenti. A Milano i più belli sono quelli di Duomo che rimangono fino a gennaio e quelli temporanei degli O’bej O’bej, ma in giro per il capoluogo ce ne sono molti altri. In Lombardia i più importanti sono quelli di Livigno, Bergamo, Castiglione della Presolana, Bormio, Cremona, e Como. Passarci un pomeriggio in cerca di pensieri per i cari, per sorseggiare vin brulé o solo per passeggiare scaldandosi l’anima con gli incantevoli addobbi è fondamentale per entrare nello spirito della festività.

In molte città questo periodo coincide anche con la realizzazione di piste di pattinaggio sul ghiaccio, che vengono agghindate per la ricorrenza completando l’ambiente con canzoni natalizie creando il luogo perfetto per divertire grandi e piccoli.

In alcune regioni del nord e in alcune città lombarde quali Mantova, Lodi, Cremona, Brescia e Bergamo, si può scoprire una credenza diversa  per quanto riguarda Babbo Natale o Gesù bambino infatti la celebrazione è anticipata alla notte tra il 12 e il 13 dicembre e i regali vengono portati da Santa Lucia. Questo tipo di avvento è nato probabilmente nel tentativo di separare la nascita del Salvatore, legata alla cristianità, dalla data dello spacchettamento dei regali, l’usanza pagana.

La leggenda di Santa Lucia racconta di una giovane martire che, devota a Dio, decide di donare tutti i suoi averi ai poveri e ai bisognosi, ma viene uccisa proprio per la sua fede. La tradizione vuole che, nei primi giorni di dicembre, gli adulti si aggirino per le strade della città  suonando i campanelli per avvisare che la santa sta passando per le strade con il suo asinello al fine di controllare la bontà dei bambini. La notte della festività vengono lasciati biscotti e vin santo per lei e paglia e una carota per l’asino e i bambini vanno a letto sapendo di non poter aprire gli occhi perché in quel caso riceverebbero una manciata di cenere negli occhi.

Chi invece festeggia il Natale più tradizionale, la  inizia recandosi alla messa di mezzanotte. Dopo essersi scambiate i doni alla Vigilia, le persone si dirigono in chiesa per la cerimonia in compagnia dei propri cari. La mattina seguente il 25 dicembre al risveglio i bambini e non solo, iniziano a scartare i regali; dopodiché si passa al festeggiamento a tavola: un pranzo tutt’altro che leggero. Si parte infatti con il panettone gastronomico, né dolce né salato, che viene farcito con salumi formaggi del territorio che caratterizzano anche gli antiasti sulle tavole del nord Italia. Il primo piatto più apprezzato è, per eccellenza, la pasta ripiena. Che sia asciutta o in brodo è la protagonista di questa portata e inoltre, usualmente, cambia di città in città: i tortellini in brodo a Milano, i turtei cremonesi, gli agnolotti del varesotto, i casonsei a Brescia e i casoncelli a Bergamo. L’altra importante portata è contraddistinta dal lesso, o bollito, ovvero la carne in brodo ammorbidita fino a renderla sfilacciata, da gustare con la mostarda di Cremona, una conserva preparata con frutta ed essenza di senape. Particolare è anche l’anguilla, cucinata soprattutto nel pavese. Come non concludere il pranzo dell’anno se non con due dolci natalizi per eccellenza: il panettone, creazione milanese famosa in tutto il mondo e il torrone di Cremona.

Insomma, la Lombardia avrà anche usanze diverse dalle altre regioni, ma ha in comune ha la voglia di festeggiare con le persone care e la buona cucina tradizionale che in Italia non può certo mancare.

 

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