Il codice rosso per l’umanità.

Rapporto IPCC spietato, la situazione ambientale è da codice rosso e rischia, di qui a poco, di diventare irreversibile..

Purtroppo è arrivato il momento di definire il cambiamento climatico come un fenomeno irreversibile secondo quando si evince, senza alcun dubbio dall’allarme lanciato dall’IPCC, l’organizzazione intergovernativa dell’ONU,  il cui compito primario è quello di monitorare lo stato di salute del nostro pianeta.

Mai, fino ad oggi, c’era stato un allarme pronunciato in modo così preoccupante e cosi forte, tanto da far usare nel sesto report dell’IPCC, pubblicato nei giorni scorsi, la locuzione “codice rosso per l’umanità” per descrivere l’ormai raggiunta irreversibilità del fenomeno del cambiamento climatico con tutte le sue annesse conseguenze.

 

Cambiamento climatico: una catastrofe annunciata.

Fino a quando le misure adottate per ridurre significativamente le emissioni nell’ambiente non risulteranno efficaci e fino a quando il nostro modello di sviluppo sarà incentrato sui combustibili fossili,  anche questo appello, per quanto allarmistico e il più preoccupante di sempre, sarà destinato a essere accolto solo parzialmente e senza venir davvero  a capo del problema. Un po' quello che succede fin dai lontanissimi anni ‘80, quindi da più di quaranta anni , quando era già ben noto dove ci avrebbe condotto il trend delle  emissioni di C02 con il progressivo e consequenziale  deterioramento dello stato di salute del pianeta. Quattro decenni abbondanti non sono serviti quindi ad acquisire la consapevolezza di quanto erà già noto dal 1896 vale a dire che il raddoppio della concentrazione di CO2 nell’atmosfera avrebbe significato un aumento di 5 gradi della temperatura terrestre. Tra negazionismi ed egoismi di parte,  si è cosi arrivati a lambire l’irreparabile, costringendo l’umanità a vivere per i prossimi decenni sull’orlo di una catastrofe ambientale di cui, con il passare degli anni, si hanno evidenze sempre più preoccupanti.

 

Cambiamento climatico: ora o mai più.

Ora o mai più,  è il momento d’invertire la rotta in maniera decisa e senza compromessi scuotendo fin dalle fondamenta un modello di sviluppo dell’economia  mondiale che semplicemente il pianeta che ci ospita non può più offrirci, pena il deterioramento irreversibile delle sue  condizioni di vivibilità. Ben vengono  iniziative  come l’Accordo di Parigi e il green deal finalizzate, almeno sulla carta, all’ambizioso risultato delle emissioni 0 in un lasso di tempo accettabile, ma quello che più serve oggi è un cambio di passo nella strategia di contrasto al cambiamento climatico realizzato attraverso l’unica strada possibile: il completo e integrale ripensamento dell’economia globale. Fonti rinnovabili, abbandono dei combustibili fossili, mobilità elettrica non potranno d’ora in avanti rappresentare semplici chimere ma i veri e propri pilastri su cui edificare un mondo nuovo e in armonia con l’ambiente.

 

Gli effetti del cambiamento climatico

Nessuna angolo del mondo può dirsi al riparo dagli effetti del cambiamento climatico che di giorno in giorno diventano sempre più impattanti. Ormai conviviamo quotidianamente con il deterioramento dell’aria che respiriamo, con l’innalzamento dei mari e con lo scioglimento dei ghiacciai e con i mille roghi che hanno fatto di questo mondo un vero e proprio inferno. E’ proprio il caso di chiedersi se è questo il mondo in cui vogliamo vivere e soprattutto se è questo il mondo che vogliamo lasciare in eredità alle future generazioni. Quindi non sono più  ammissibili proroghe o incertezze alla stretta urgenza delle tematiche ambientali in quanto anche qualora si arrivasse a centrare gli obiettivi dell’accordo di Parigi e non sarebbe poca cosa,  ci vorranno decenni se non addirittura intere generazioni per veder ristabilite le  condizioni ottimali di vivibilità del nostro pianeta.

 

 

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