Il Castello Sforzesco

Secoli di storia per creare la roccaforte museo amata dai milanesi

 

Il Castello Sforzesco è uno dei punti di interesse turistici più conosciuti di Milano, sempre pieno di visitatori  e meta obbligatoria per le gite scolastiche di tutto il territorio comunale.

Costruito su commissione della famiglia Visconti nel trecento aveva originariamente una funzione difensiva, ma nel 1395 per ordine di Gian Galeazzo Visconti divenne sede della corte che venne spostata dall’allora Palazzo Ducale, oggi Palazzo Reale ampliando la struttura. Il risultato fu la pianta quadrata con 4 torri negli angoli e vennero costruite mura spesse sette metri. Il castello venne distrutto nel 1447 dalla Repubblica Ambrosiana, dopo la fine della dinastia Visconti, ma venne tempestivamente ricostruita nel 1450 quando salì al potere Francesco I Sforza marito di Bianca Maria Visconti.

Verso la fine del quattrocento con Ludovico il Moro l’edificio tra i più sfarzosi d’Europa grazie alle opere di Bramante e di Leonardo da Vinci. Per un certo periodo sotto il dominio degli spagnoli prese la funzione di stabilimento militare in quanto gli Asburgo trasferirono la corte di nuovo al Palazzo Ducale.

L’esistenza del castello fu molto travagliata tra distruzioni e ricostruzioni, l’odio da parte dei milanesi causato dalla sua origine come simbolo di oppressione straniera, si è poi trasformato in amore quando la cittadinanza partecipò alla sottoscrizione pubblica per riportarlo all’antico splendore con la più complessa opera di restauro del 1893 sotto la direzione di Luca Beltrami.

Ad oggi ospita le più antiche collezioni artistiche di Milano come monumenti la Pinacoteca, il Museo Egizio e le Sale Viscontee utilizzate spesso per le mostre, oltre che archivi e biblioteche storiche.

Come tutti i castelli che si rispettino anche questo è legato ad una leggenda. Pare che nel sottosuolo ci sia un percorso di tunnel, un passaggio segreto che snodandosi nei sotterranei della città porta alla Chiesa di Santa Maria delle Tre Grazie, in cui si trova un altro buco cementato. Il percorso è effettivamente visibile, ma il cunicolo è però bloccato da una frana mai rimossa. Si riconduce il passaggio come via di fuga o come strada privata di Ludovico Sforza, quando alla morte della moglie Beatrice d’Este, si muoveva verso il luogo della sua sepoltura, proprio nella chiesa, per piangerla.

I cortili del castello sono ad accesso libero dalle 7 alle 19, mentre per i musei è necessario acquistare il biglietto online sul sito o alle biglietterie sul posto; è necessario il possesso del Green Pass.

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