Il cammino incomincia e il viaggio gi finito: la morte di Pier Paolo Pasolini

Chi era Pier Paolo Pasolini e quali sono le misteriose circostanze in cui si spento il poeta

Pierpaolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo del 1922, e trascorre gran parte della sua infanzia e adolescenza in varie città del nord Italia, a causa dei frequenti trasferimenti del padre, l’ufficiale di fanteria Carlo Alberto Pasolini. Proprio quest’ultimo sarà sempre in conflitto con Pierpaolo, non mancando mai di dimostrare il suo evidente favoritismo nei confronti del suo secondo genito, Guido Pasolini. Ciò ha causato al poeta un persistente problema con la figura paterna, il quale si risolverà nello sviluppo della sindrome di Edipo, di cui il Pasolini sarà duramente affetto. Dunque la sua vita, sin da gli esordi, non è semplice: questi passa un periodo in carcere per aver praticato attività antifascista, viene accusato di atti osceno in luogo pubblico e abuso di minori, costretto a dichiarare la sua omosessualità viene ripudiato dal padre; infine processato per pornografia all’interno di uno dei suoi romanzi più conosciuti.

Laureato in lettere presso l’università di Bologna, Pasolini ha apportato un grande contributo al patrimonio artistico e letterario italiano: poeta, scrittore, regista, critico, ideologo, un anticonformista di estrema sinistra la cui personalità è stata sempre molto discussa dagli ambienti intellettuali del suo tempo. La sua stessa vita così singolare termina in circostanze misteriose: tutt’ora il caso ne resta aperto. La notte tra il 1 e il 2 novembre infatti Pasolini viene brutalmente assassinato, e ritrovato il mattino seguente alle 6.30 circa sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia, da un passante: massacrato di botte e più volte investito da un’Alfa Romeo 2000 GT, quella che era la sua auto.

Il primo ad essere accusato del delitto è stato il diciassettenne Pino Pelusi, che ammise di avere ucciso il poeta perché minacciato da quest’ultimo di arrecargli un rapporto sessuale non consensuale.

Le dichiarazioni fornite da Pelusi sono sempre state lacunose e confusionarie: questi affermò di aver passato la sera in un ristorante del posto assieme a Pasolini, per poi avviarsi verso l’idroscalo. La stessa magistratura, viste le determinate incongruenze, ha condannato Pelusi per omicidio volontario in concorso con ignoti; ignoti mai identificati. Ben 30 anni dopo quest’ultimo ha ritrattato, affermando la presenza quella notte di ulteriori uomini dall’accento siciliano.

Pertanto sono varie le teorie susseguitesi riguardo la fine del poeta: c’è chi pensa che la soluzione all’intricato delitto involva la mafia, chi invece che lo stesso Pasolini stesse pianificando la sua morte da ben 15 anni, affinché, al pari del suo operato, fosse simbolica e memorabile.

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