I Navigli

I corsi dacqua artificiali di Milano che la rendono una citt fluviale

Il sistema dei Navigli, i corsi d’acqua artificiali che caratterizzano il capoluogo lombardo, ha un’origine antichissima. In principio la loro funzione era quella di portare acqua nei campi coltivati e probabilmente di difesa contro i nemici. Col tempo diventarono determinanti nel trasporto di merci, in quanto venivano trasportate con le barche attraverso i canali fino all’interno della città rendendo più semplici e rapidi gli spostamenti. Inoltre, furono una svolta per gli artigiani che utilizzavano l’acqua per le loro lavorazioni. Oggi invece, hanno perso la funzione di trasporto, se non per giri turistici in battello per ammirare la città dal livello dell’acqua e passare una serata diversa dal solito. Sono inoltre sorti moltissimi locali, sia ristoranti sia cocktail bar, che la sera e soprattutto nel weekend si riempiono di giovani.

I lavori per il Naviglio Grande cominciarono nel 1179, iniziando a scavare e prendendo l’acqua dal Ticino, infatti inizialmente si chiamava Ticinello, per una questione difensiva e per collegare così il lago maggiore alla città facilitando il trasporto delle merci.

Francesco Sforza, nel 1457, affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana, raggiungendo così 90 km di canali navigabili. Sotto Ludovico il Moro questo fu perfezionato da Leonardo da Vinci, a cui era stato affidato il progetto, che creò un il sistema di chiuse per ovviare al problema del dislivello dei terreni e per rendere così possibile la navigazione dalla Valtellina fino a Milano e all'interno della città stessa. Una delle conche più famose di Leonardo fu quella a monte di Via San Marco, detta “Conca dell’Incoronata” che è tutt’ora visibile. Il progetto prevedeva di collegare l'Adda a Milano e, tramite la cerchia dei Navigli della città, l'Adda al Ticino.

Nel 1805 con Napoleone si concluse anche la costruzione del Naviglio Pavese che si estende fino alla città di Pavia per 33 chilometri e poi raggiunge lo sbocco nel Ticino. In tal modo, il mare si raggiungeva tramite il Naviglio di Pavia e il Po, il lago Maggiore tramite il Naviglio Grande e il Ticino, il lago di Como tramite il Naviglio della Martesana e l’Adda.

A partire dalla seconda metà dell’ottocento i Navigli cominciarono a diventare inquinati e con l’arrivo del trasporto ferroviario e su gomma vennero mano a mano sostituiti per il trasporto delle merci. Con il periodo fascista vennero progressivamente coperti fino ad esserlo totalmente tra il 1929 e il 1930.

Recentemente il Comune di Milano ha pensato un progetto di riapertura dei canali per «recuperare lo storico tracciato di fine Ottocento, realizzando così un sistema continuo costituito da un canale e da una pista ciclabile che apportino nuova qualità urbana in modo omogeneo da periferia a periferia passando dal centro». L’unico problema, come ha più volte affermato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, è che attualmente non ci sarebbero i fondi, quindi per il momento rimane in sospeso.

Da non perdere se ci si trova a passeggiare sul naviglio grande è il vicolo dei Lavandai, angolo in cui è rimasta intatta una centrifuga del primo novecento, che rappresenta un pezzo di storia milanese perfettamente conservata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top