Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di violenza credo religioso

Oggi si rende omaggio a chi ha perso la vita e a chi vittima di aggressioni, minacce o persecuzioni a causa della propria religione. Il momento di riflessione significativo nei giorni dellavanzata dei talebani, nemici della libert di Fede.

Il 22 agosto, in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo, il Consiglio Europeo rende omaggio a chi ha perso la vita e a chi è vittima di aggressioni, minacce e persecuzioni a causa della propria religione o del proprio credo.

In tutto il mondo, troppe persone subiscono discriminazioni a causa della loro stessa identità, oppure di ciò in cui credono o in cui non credono. La persecuzione è diretta contro coloro che manifestano la propria religione o il proprio credo mediante il culto e l’istruzione, o che cambiano o abbandonano la propria religione o il proprio credo. Gli attacchi contro persone per motivo della loro religione o del loro credo, così come le violenze perpetrate con il pretesto di una dottrina o di prescrizioni o pratiche religiose, sono inaccettabili.

«In un anno in cui, tra i tanti altri problemi, la pandemia di Covid-19 ha comportato limitazioni nell’esercizio dei diritti umani e ne ha messo alla prova il rispetto, continuiamo a vedere come l’intolleranza religiosa porti a vessare, minacciare, incarcerare, perseguitare e uccidere persone in tutto il mondo per la loro religione o per le loro convinzioni umanistiche e/o atee. Le discriminazioni per motivi di religione o di credo hanno riguardato anche l’accesso ai servizi sanitari e alle misure di protezione sociale”. In occasione della ricorrenza lo ha affermato Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per la politica estera. «La persecuzione e la discriminazione fondate sulla religione o sul credo sono aggravate dalle violazioni da parte dei governi dei loro obblighi internazionali in materia di diritti umani. Spesso, la discriminazione giuridica e di fatto porta a persecuzioni di maggiore portata». Borrell asserisce, inoltre: “Combattere in modo imparziale tutte le forme di intolleranza religiosa, stigmatizzazione, discriminazione, istigazione alla violenza e violenza contro le persone fondate sulla religione o sul credo deve rappresentare una priorità per tutti gli Stati e per la comunità internazionale. Dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dal luogo in cui vivono, il diritto di non avere oppure di scegliere o cambiare, oppure di praticare e professare una religione o un credo e di essere liberi da discriminazioni». Parole particolarmente significative nei giorni dell’avanzata dei talebani in Afghanistan, nemici della libertà di credo.

Con la pandemia di COVID-19 si è assistito all’emergere di teorie del complotto, alla ricerca di capri espiatori all’interno di comunità religiose e di credo, con il conseguente moltiplicarsi di appelli pubblici all’odio religioso che costituiscono un incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Si tratta spesso di segnali precursori di attacchi violenti e di altre forme di violazioni e abusi dei diritti umani. Al tempo stesso, gli attori religiosi svolgono un ruolo fondamentale nel fornire soccorso e servizi sociali, contribuendo in tal modo alla lotta globale contro la pandemia.

Negli ultimi dieci anni, mediante lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), l’UE ha finanziato -volti a promuovere la libertà di religione o di credo per un valore di oltre 22 milioni di EUR in tutte le regioni del mondo, comprese, tra l’altro, azioni volte a contrastare l’incitamento all’odio e a favorire il dialogo intercomunitario e interconfessionale.

Continuano ad esserci atti di intolleranza e violenza basati sulla religione o sul credo contro gli individui, anche nei confronti di persone appartenenti a comunità religiose e minoranze religiose in tutto il mondo, e il numero e l’intensità di tali incidenti, che sono spesso di natura criminale e possono avere caratteristiche internazionali, sono in aumento.

Per questo motivo l’Assemblea generale dell’ONU il 28 maggio 2019 ha adottato la risoluzione A/RES/73/296, condannando fermamente la continua violenza e gli atti di terrorismo che prendono di mira individui, comprese le persone appartenenti a minoranze religiose, sulla base o in nome della religione o del credo. In tale occasione è stato deciso di designare il 22 agosto come Giornata Internazionale per commemorare le vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo. La Giornata arriva subito dopo la Giornata internazionale della memoria e dell’omaggio alle vittime del terrorismo, il 21 agosto.

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