Giornata internazionale contro i test nucleari

Il 29 agosto la data in cui, attraverso campagne di informazione ed educazione, si sostiene la necessit di vietare luso di energia atomica a scopo militare, come traguardo importante per un mondo pi sicuro.

Il 2 dicembre 2009 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 29 agosto Giornata Internazionale contro i test nucleari. La Giornata intende amplificare l’impegno delle Nazioni Unite, degli Stati membri, delle organizzazioni intergovernative e non governative, del mondo accademico, dei network giovanili e dei media nel sostenere, attraverso campagne di informazione ed educazione, la necessità di vietare gli esperimenti nucleari quale traguardo importante per un mondo più sicuro. Questa giornata mondiale è il frutto di recenti sviluppi a livello governativo sia sul piano bilaterale che multilaterale, di ampi movimenti della società civile e dell’impegno in prima persona del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Questo momento, fin dalla sua istituzione, insieme ad altri eventi ed attività collegate, ha contribuito a creare in tutto il mondo una prospettiva più ottimista di poter avere un mondo in cui non ci siano più armi nucleari. E in questo senso ci sono stati segni tangibili di progresso su diversi fronti. La Giornata si è celebrata per la prima volta nel 2010 ed è stata celebrata in tutto il mondo attraverso diverse attività, come simposi, conferenze, mostre, concorsi, pubblicazioni, lezioni nelle università e programmi sui media.

Adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 settembre del 1996, il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari non è ancora entrato in vigore. A dispetto delle voci che si sono levate a difesa dell’uomo e della Terra, infatti, i test nucleari sono continuati. Il trattato ha 25 anni ed è stato firmato da 81 Paesi, ma ci sono nazioni in possesso di armi nucleari che non lo hanno ratificato. L’accordo è sospeso e si è in attesa che alcuni Paesi decidano quantomeno di non modernizzare le armi di cui già sono in possesso.

In mezzo secolo sono stati condotti «circa duemila test, cinquecento nell’atmosfera e altri millecinquecento in aree sotterranee», afferma Maurizio Simoncelli, vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo. «Nel corso di questi decenni, moltissimi test atomici si sono svolti nelle aree desertiche ma anche in zone con popolazioni nelle vicinanze. Pensiamo a quello che è avvenuto nell’Oceano Pacifico e che ha coinvolto gli abitanti delle isole nei cui pressi è stata fatta esplodere una bomba atomica, pensiamo alle zone delle ex Repubblica Sovietica, nell’attuale Kazakistan. Come possiamo immaginare, le ricadute ci sono, così come gli esperimenti che vanno avanti ma che non vengono rilevati».

Non ci troviamo di fronte a una situazione, come quella del secolo scorso, in cui venivano eseguiti molti test nucleari. Continuano in misura limitata e si fanno simulazioni al computer che servono, comunque, a preparare nuove bombe nucleari. Come stigmatizzato dal Papa nel Memoriale della Pace di Hiroshima, l’uso dell’energia atomica a scopi bellici immorale, così come lo è il possesso di armi nucleari.

L’utilizzo delle armi nucleari determina distruzioni di massa, con effetti sulla popolazione e sull’ambiente. Si tratta di una minaccia reale, considerando che nel mondo risultano censite circa 13mila testate nucleari.

L’era dei test nucleari iniziò durante la seconda guerra mondiale. Il 16 luglio del ‘45 toccò a The Gadget, a distanza di nemmeno un mese fu la volta di Little Boy e tre giorni dopo, di Fat Man. La prima fu usata come test nel nulla del deserto del New Mexico, la seconda e la terza vennero invece sganciate sopra le città nipponiche di Hiroshima e Nagasaki. Si contarono oltre 210mila morti all’istante. Altrettanto tragici furono i dati dei feriti e le letali conseguenze a lungo periodo sulla salute dei sopravvissuti. I test atomici hanno lasciato segni evidenti e altri invisibili, ma non meno reali, sulla salute del genere umano e sul pianeta.

Il momento di sensibilizzazione è importante per lavorare non solo sulla ratifica dell’obbligo permanente e vincolante di non testare mai più armi nucleari, ma sull’obiettivo di un mondo senza più armi nucleari.

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